Sesta Godano: Progetto “Controvento” per i detenuti

di Guido Ghersi

Insegnare ai detenuti una professione per consentire a loro, una volta saldati i conti con la giustizia, di trovare un lavoro ed evitare il rischio di essere emarginati dalla società. Accade nel Comune di Sesta Godano, in Media Val di Vara, guidato da Marco Traversone. Qui formazione ed inclusione sociale si sono unite nel progetto rivolto ai detenuti del penitenziario di “Villa Andreino” della Spezia. Merito dell’idea “Controvento” della “Lega Coop” capofila di un partenariato che ha coinvolto diversi Enti, avviato con l’obiettivo di promuovere un percorso formativo di avviamento all’attività lavorativa per soggetti a rischio emarginazione. Il corso è stato strutturato in parte nozionistica, dedicata al restauro, alla conoscenza e al trattamento dei diversi materiali, alle metodologie di intervento. Poi gli allievi, sotto la guida di docenti specializzati, hanno imparato ad utilizzare decespugliatori, motoseghe, imbragature, ecc.operando in siti archeologici e luoghi di interesse del territorio comunale, quale il “Ponte Garolo”, sul Torrente Gottero; il sito archeologico del castello di Godano dove si sono svolte delle esercitazioni con le citate attrezzature, e sul ponte romanico nel centro di Sesta Godano. Al termine del percorso sono stati attivati sei mesi di stage per alcuni dei detenuti mentre al progetto ha contribuito anche il “Rotary” spezzino. La sinergia tra il doppio bisogno sociale, di inclusione e di valorizzazione dell’identità territoriale sembra essere il circolo virtuoso, reso possibile grazie all’impegno di diversi attori.

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