Rapallo: alla Casa della Gioventù incontro con Grégoire Ahongbonon

Da don Alberto Gastaldi riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 11 Maggio Rapallo ospiterà l’«africano dell’anno», Grégoire Ahongbonon, proveniente dal Benin, impegnato nell’accoglienza e nella cura delle persone con problemi psichici in Africa occidentale. Grégoire Ahongbonon porterà la sua testimonianza alle ore 21 nel salone della “Casa della Gioventù” in via Lamarmora per iniziativa dell’Ufficio scuola ed Educazione della Diocesi e delle parrocchie della città.

Semplice padre di famiglia, un passato di noleggiatore di taxi, dopo un’esperienza di conversione religiosa Grégoire Ahongbonon ha iniziato a dedicarsi agli ultimi degli ultimi e ha accolto più di 60.000 persone con problemi psichici in 25 anni di aiuto e interventi; 25.000 malati di mente sono attualmente ospitati negli 8 Centri di cura, 28 Centri di consultazione medica, 13 Centri di reinserimento dislocati in 4 Paesi da lui fondati. Grégoire Ahongbonon liberato oltre un migliaio di persone dalle catene, metodo purtroppo ancora spesso usato in vari contesti africani per «trattare» i malati psichici.

Questi sono i numeri che danno l’idea dell’incredibile vicenda di vita di Grégoire Ahongbonon, raccontata nel recentissimo libro scritto dal giornalista Rodolfo Casadei Grégoire. Quando la fede spezza le catene (Editrice missionaria italiana, pp. 160 euro 16, prefazione di Eugenio Borgna).

Quella di Grégoire Ahongbonon è una storia di eccezionale impegno sociale e cristiano. Nato nel 1953 in Benin, trasferitosi in Costa d’Avorio dove ha riscontrato un certo successo imprenditoriale, dopo una crisi religiosa molto forte vissuta nel 1982, vive un’esperienza di conversione durante un pellegrinaggio in Terrasanta dove nasce il suo desiderio di servire «gli ultimi tra gli ultimi». Tornato in patria, fonda l’Associazione San Camillo de Lellis, che – dopo essersi occupata di carcerati – nel 1992 apre il suo primo centro di accoglienza per malati in un ex caffetteria dell’ospedale di Bouaké di Costa d’Avorio.

Da quell’anno inizia un’epopea di carità e umanità che Rodolfo Casadei racconta in presa diretta, grazie ai viaggi compiuti in diversi paesi visitando i vari centri di accoglienza di Grégoire. La cura dell’ex manager di taxi verso i malati psichici è molto semplice, così sintetizzata in un documentario della BBC sull’esperienza della San Camillo: «Medicinali a prezzi economici, un approccio profondamente umano e uno staff formato da ex pazienti sono la chiave del successo» dei centri della San Camillo.

Il racconto di Casadei si infiamma quando vengono rievocati i numerosi episodi (si stima siano stati oltre un migliaio di casi) in cui Grégoire ha liberato letteralmente dalle catene persone afflitte da malattie psichiche. Caduti spesso prigionieri di pseudo-santoni locali o di falsi guaritori «cristiani» che in cambio di offerte economiche promettono guarigioni miracolose, questi malati vengono affidati dalle famiglie in situazioni di vera e propria schiavitù: incatenamenti, prigionia forzata, pesanti catene di metallo, ancorati con la forza ad alberi, queste vittime incarnano quelle persone «più ultime» verso le quali Grégoire si sente chiamato. Spinto da una certezza granitica: «Fino a quando ci saranno un uomo o una donna incatenati a un albero o dentro a una capanna, tutta l’umanità sarà incatenata».

L’incontro di Rapallo è organizzato in collaborazione con EMI – Editrice missionaria italiana. Introduce la serata padre Lionello Melchiori, missionario della Sma. L’ingresso è libero.

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