Lavagna: “Istituto alberghiero, vi faremo sapere”

Da Andrea Giorgi, presidente angavaL riceviamo e pubblichiamo

La riunione odierna cui la Commissione Straordinaria del Comune di Lavagna ha convocato i rappresentanti delle associazioni politiche locali  si è tradotta in un accorato appello comune da parte di tutti i presenti (angavaL, PD, sinistra, M5S, ecc) avente lo scopo di sospendere la vendita già deliberata.

Analogamente all’unisono la critica: le riunioni con i rappresentanti dei Cittadini si fanno prima di decidere … non dopo aver deciso…

Unica voce fuori dal coro che invece ha elogiato il lavoro dei Commissari  non sentendosi in grado di dare giudizi o consigli (o preferendo la politica degli elogi) è stata quella di 100% Lavagna per la quale “se la cosa è stata fatta significa che andava fatta” …

Si tratta di una associazione che in questa circostanza è molto remissiva nei confronti della decisione assunta dalla  Commissione ed è improntata a tutelare il diritto di prelazione del socio di minoranza e il mantenimento della sede a Lavagna, cosa quest’ultima impossibile da garantire: resta la prima .

Anacronisticamente è la stessa associazione che qualche mese fa ha promosso un incontro con i Cittadini per sponsorizzare la gestione del Porto Turistico da parte del Comune … Porto SI … Scuola  Alberghiera NO…

A questo proposito il movimento angavaL – Lavagna che cambia  ritiene che nessuno meglio del Villaggio del Ragazzo (socio di minoranza)  possa gestire la scuola di formazione alberghiera di Lavagna.

Tuttavia riteniamo anche trattarsi di  una eccellenza costruita dal Comune e che del Comune debba restare , tanto più che è una delle poche cose che a Lavagna ha funzionato, da dei risultati, trova lavoro ai ragazzi, può interagire con la Accademia della Marina Mercantile , con  la promozione del turismo e quant’altro.

Le giustificazioni della Commissione hanno spaziato in primis dalla colpa dei Cittadini Lavagnesi che non pagano i tributi locali per cui si è accumulato un debito di 8 milioni di euro, ad un esubero dell’organico,  alla Legge Madia che vieta la partecipazioni dei Comuni nelle società (chissà Sestri e Chiavari come fanno…) per tirare in ballo infine un errore di costituzione originale della società…

La delibera in questione però parla meno e più chiaro: l’amministratore unico della società , appartenente all’organico dell’Ente socio di minoranza,  ha ravvisato la necessità o possibilità di procedere ad un aumento di capitale (euro 15.000,00) per poter accedere ad un accreditamento regionale che permetterebbe all’Istituto di gestire non solo formazione ma anche inserimento… Il Comune non può permetterselo … il bilancio è in fase di risanamento … quindi si vende …

A questo punto angavaL ritiene che il bando sia stato elaborato con superficialità e che non siano state valutate soluzioni alternative atte a conservare questa scuola nel Comune .

Se il socio di minoranza ha i fondi per gli investimenti necessari potrebbe anticiparli direttamente come di prassi normalmente accade nella maggior parte delle società.
Diversamente, nella malaugurata ipotesi che anche il socio di minoranza avesse difficoltà ad esercitare il diritto di prelazione o a finanziare gli investimenti previsti  , meno che mai è opportuno , anzi è addirittura pericoloso, mettere in mano la scuola a degli sconosciuti senza adeguate garanzie .

Anche perchè i rappresentanti del socio di minoranza, presenti alla riunione, a domanda non si sono sbilanciati sulle sue potenzialità future qualora rimanesse socio unico a gestire economicamente la situazione dell’Istituto.

Nessun vincolo prevede il bando affinchè sia garantita la permanenza della scuola  a Lavagna e nessuna valutazione particolare è stata fatta relativamente alla prossima scadenza a breve della società  Lavagna Sviluppo.

Vogliamo sperare che l’unitarietà del coro costituito da correnti politiche diverse ma solidali a questo proposito non passi inosservato alla Commissione .

Per l’intanto angavaL ha chiesto copia degli atti per valutarli.

La riunione si è laconicamente conclusa con un “Vi faremo sapere”…

 

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