Rapallo: don Culoma e don Curotto verso il ritorno

Stiamo attraversando l’aeroporto chiuso e la zona industriale. Quando i ribelli ed i rivoltosi hanno attaccato la città hanno innanzitutto mirato a saccheggiare e distruggere le industrie. I macchinari sono stati derubati e portati in Turchia. Gli altri distrutti. Aleppo prima della guerra aveva 110 industrie. È popolo laborioso e intraprendente. Ora non hanno più un’industria. Eppure fra le macerie sorgono officine di vario tipo, carrozzerie, laboratori. Attualmente ad ovest di Aleppo continuano i combattimenti e nella periferia di Homs inizia una zona controllata dai ribelli e dai sunniti oltranzisti.

Ieri pomeriggio abbiamo incontrato ed intervistato il vescovo di Aleppo. Visitato l’Oratorio dei frati e la Casa anziani delle suore di Madre Teresa di Calcutta. Quindi messa incontro con la comunità, dialogo e cena con i collaboratori. Stamattina  abbiamo dato un’intervista da dare a Rai tre.

Siamo partiti alle 10. In macchina. Adesso attraversiamo la città ed il deserto. Fra quattro o cinque ore arriviamo alla frontiera.

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