Recco: “Ex ospedale, Viale ha accolto le richieste”

Da Gian Luca Buccilli, vicesindaco di Recco riceviamo e pubblichiamo

Ad esito di una riunione dei sindaci e dei loro vice estesa ai comuni del Golfo Paradiso, tenutasi il 7 luglio 2016, fu inviato all’assessore Sonia Viale un documento che conteneva richieste specifiche in merito all’attività da svolgersi all’interno del plesso sanitario di Recco.

Tenuto conto delle anticipazioni filtrate, va attribuito all’assessore regionale alla sanità il merito di aver tenuto conto delle indicazioni provenienti dal territorio.

Riporto qui di seguito un estratto del documento appena sopra citato, alla cui redazione ebbi modo di partecipare attivamente.

Non è infrequente che un paziente, dimesso da una struttura ospedaliera come da protocollo, necessiti ancora di attenzioni sanitarie. 

La degenza in una struttura come quella organizzata presso l’ex ospedale S. Antonio, può svolgere quel ruolo di accudimento che, esaurita la fase acuta,  la persona ancora richiede.

Si tratta di esigenze molto incalzanti nel nostro territorio ove è alta la percentuale di persone anziane,  molto spesso sole ed autosufficenti solo se in buona salute. 

Nel documento inviato all’assessore Viale, fu richiesto che la struttura in argomento venisse ad assumere la configurazione di Rsa di prima fascia, all’interno della quale il protocollo prevede che il ricovero possa avvenire solo in talune circostanze che qui di seguito elenco:
– riabilitazione dopo un evento patologico acuto, qualora vi sia un potenziale riabilitativo ed il relativo trattamento non possa essere effettuato a domicilio;
-stabilizzazione clinica dopo l’evento acuto;
– accoglienza di pazienti anziani in fase terminale di vita, qualora non sia possibile il ricovero in hospice; 
-“sollievo” alla famiglia,  solo nei casi in cui si verifichino improvvisa perdita/assenza della persona che assiste l’anziano e tale perdita/assenza è prevedibile che si protragga nel tempo,  senza possibilità di ripristino immediato di una condizione di supporto assistenziale adeguato.

Così delineata la Casa della salute di Recco, dotata di trenta posti letto,  andrà ad esprimere una caratterizzazione sanitaria di medio profilo, con il concorso di una presenza infermieristica professionale e di un Medico di continuità assistenziale per l’inserimento del paziente.

Il Medico di Medicina generale  (il Medico di famiglia ) mantiene,  comunque, un ruolo non marginale.

Va da sé la presenza irrinunciabile di un numero adeguato di Oss.

Sono certo che è stato previsto l’inserimento di una figura adeguata a garantire l’organizzazione ed il coordinamento della struttura.

Il modello organizzativo esposto nel documento inviato all’assessore Viale prevedeva ricoveri a carattere temporaneo, la cui quota sanitaria e quella alberghiera era da intendersi a carico del soggetto pubblico, almeno nei primi sessanta giorni di degenza.

C’è ora da augurarsi che il contenuto del bando da pubblicare sia ritenuto appetibile da numerosi gruppi imprenditoriali e di riconosciuta solidità, affinché si realizzi una concorrenza al rialzo.

Ciò a garanzia dell’ economicità del servizio, della sua continuità nel tempo e della qualità delle prestazioni sanitarie fornite.