Pesto: “Missione basilico, da Carasco al Cile” (3)

In questa settimana dedicata al pesto, ci piace pubblicare un articolo pubblicato sul mensile “Il Golfo” di novembre 2004. Il titolo: “Missione basilico: da Carasco al Cile”. Il pezzo racconta dell’intraprendenza della giovane fontanina. L’idea funzionò perché a Vigna del Mar la pianta crebbe con lo stesso gusto che ha nella nostra terra. Maria Molinari fece così fortuna vendendo il pesto alla colonia ligure.

*************

La regina del basilico: così è ricordata Maria Molinari, un’imprenditrice di Carasco che fece fortuna in Cile col pesto. La sua idea geniale fu di portare nel lontano Sud America la “semenza” del basilico e di dedicarsi, appunto, alla preparazione del pesto. Per la verità, Maria non era di Carasco ma qui (dove sono sepolti) si erano stabiliti i suoi genitori provenienti da Favale: «Abitavano vicino alla chiesa di San Marziano, quasi sul piazzale – racconta la signora Maria, caraschina doc – Maria era venuta coi suoi genitori a Carasco che era una ragazzina. Poi, come tanti, giovanissima tentò la fortuna in America».
E la fortuna la fece davvero: portati in Cile i semi di basilico ligure, non le fu difficile trovare gli altri ingredienti necessari per fare il pesto; la comunità dei liguri era vasta e molti si dedicavano al commercio di prodotti tipici che ricordavano la patria lontana. «Il basilico non si trovava in America – prosegue la signora Maria ma una volta portata oltre oceano la semenza, a Vigna del Mar crebbe saporito come quello ligure e poté così procedere alla confezione del pesto».

Era il 1920 e Maria da allora ritornò più volte a Carasco, anche accompagnata dai due figli, che nel frattempo aveva avuto, in particolare dalla figlia Marisita. I suoi affari intanto prosperavano: nella grande comunità ligure il pesto, ovviamente, andava a ruba, non c’erano problemi per collocare il prodotto che ricordava la terra natia. A Vigna del Mar oltretutto, forse per la vicinanza del mare, il basilico cresceva bene, senza prendere il sapore di menta che lo rende inutilizzabile per il pesto nato in altre zone.  Maria è morta otto anni fa ed è sepolta in Cile ma è tuttora ricordata come la regina del basilico.
«Maria Molinari però non è stata l’unica a fare fortuna in America coi tipici prodotti liguri. – raccontano a loro volta Anita e Tullio Gianelli – Da Carasco le grosse ondate migratorie nel tempo sono state tre, dirette per lo più in California, Cile, Perù».

E ricordano quando negli anni Cinquanta, a Carasco, il grande divertimento delle domeniche d’estate era vedere sfilare sulla via Provinciale, ora via Montaro Disma, i macchinoni che gli “americani” si portavano appresso ogni volta che tornavano in paese: simbolo tangibile della fortuna consolidata fatta nei Paesi che li avevano visti emigranti. Arrivavano poveri, spesso analfabeti, non conoscevano la lingua locale ma, dopo anni di sacrifici  inenarrabili potevano dirsi arrivati, integrati nel Paese che li aveva accolti e spesso possessori di una grande fortuna economica. In tanti facevano affari  coi  prodotti  della  terra.

«Forse legame col paese di origine – spiega ancora Tullio – ma ancora oggi, con tanti stratagem mi, cercano di portare in Ameri ca i semi dei nostri pomodori, le radici di Chiavari, le talee degli alberi di fico, i salici per legare le viti».
E a Carasco ricordano i nomi di quanti fecero fortuna; compreso quello del magnate che, dopo avere fatto fortuna con le case di tolleranza, prima di morire decise di fare diverse donazioni a favore di Carasco.