Lavagna: barriera foce Entella, esposto alla Corte dei Conti (2)

Andrea Pescino, coordinatore dell’Osservatorio Regionale Anomalie del Sistema (Oras), anni fa aveva fatto un esposto alla Procura della Corte dei Conti che aveva portato alla condanna definitiva di alcuni amministratori di Recco per il mancato conseguimento degli obiettivi reltivi alla raccolt diffrenziata. Ora Oras rivolge la sua attenzione su un problema tornato di attualità in questi giorni;: la bartriera di detriti che creanoi una diga alla foce dell’Entella. Ed ha inviato un esposto ala Procura.

Riportiamo alcuni passi del documento: “Notizie di stampa segnalano l’ennesima esondazione dell’Entella, che corre stra i comuni di Lavagna (sponda sinistra) e Chiavari (sponda destra).
Pochi mesi prima gli stessi mezzi di comunicazione rendevano noto che il sindaco di Chiavari, Di Capua, con il consenso dell’ente regionale, nella persona dell’ass. Giampedrone, intendeva affidare la rimozione di circa 150.000 mc di sovrasedimento che, a detta di esperti (non citati) avrebbero potuto produrre esondazione per naturale impedimento del flusso delle acque dell’Entella”.

Oras, cita la convenzione secondo cui il “Porto di Lavagna” si era impegnato a rimuovere annualmente a proprie spese detriti e e cita una condanna del tribunale di Genova nei confronti del gestore per la mancata rimozione che dal 2004 non viene più effettuata.

L’esposto prosegue: “Si ricorda a codesta Procura come negli anni dal 2004 (data di subentro nella gestione del porto) ad oggi, la giunta Vaccarezza prima, la giunta Sanguineti fino allo scioglimento per infiltrazione mafiosa e il commissario prefettizio D’Attilio oggi, non abbiano mai dato corso a nessun procedimento contro la mancata osservanza della sentenza nei confronti di un concessionario da revocare poiché inadempiente.
Il calcolo del danno erariale propone risultati di elevato valore economico, poiché oltre ai danni prodotti dalle esondazioni, si debbono sommare le ripetute operazioni di ripascimento delle spiagge lavagnesi effettuate negli anni mediante l’utilizzo di danaro pubblico in parte di provenienza provinciale, con il beneplacito di Alessandro Repetto ex presidente e Piero Fossati, commissario fino all’avvento della Città Metropolitana e in parte proveniente da fondi gestiti dalla Regione Liguria”