Chiavari: oltre 400 persone al pranzo di fraternità

Da Roberto Frugone responsabile comunicazione Villaggio del Ragazzo riceviamo e pubblichiamo

Mercoledì 13 dicembre 2017, presso il Centro Benedetto Acquarone di Chiavari, si è tenuto l’atteso evento della Messa di Natale e del pranzo di fraternità, un momento importante e molto partecipato (oltre 400 persone convenute) in cui gli ospiti dei nostri Centri e le loro famiglie, gli operatori, i volontari e gli amici possono incontrarsi e condividere la festa.

Il maestro Francesco Gardella ha curato l’accompagnamento musicale della celebrazione insieme al gruppo Praeludium Ensemble e tenuto un breve concerto di musiche natalizie al termine. Il cantante Nicolò Pagliettini ha inoltre interpretato il brano Che sia benedetta (Amara – F. Mannoia) mentre alle sue spalle è stato proiettato un video che raccontava per immagini l’Area Socio Sanitaria del Villaggio.

Così il Presidente del Villaggio del Ragazzo prete Rinaldo: «Il Natale è la grande festa dei poveri, Gesù li ha scelti infatti come primi destinatari del suo annuncio, mandando gli angeli ai pastori a dire “Sono qui e inizi la festa.” Allora noi abbiamo raccolto insieme tutti gli utenti delle strutture dell’Area Socio Sanitaria del Villaggio, oltre 150 presenze che alloggiano ogni notte tra il Centro Benedetto Acquarone, il Centro Costa Zenoglio e il Centro Franco Chiarella e anche tutti i profughi presso le varie parrocchie in collaborazione con il Villaggio e i senza dimora ospitati presso il Dormitorio di Chiavari. Un momento molto bello, con tanta gente, abbiamo riempito la palestra del Centro di voci e di cori, presente Francesco Gardella e il suo Praeludium Ensemble ad accompagnare la Messa e Nicolò Pagliettini che ha cantato mentre alle sue spalle un video raccontava questa realtà del Villaggio. Ci siamo detti che questa festa è un po’ come un presepe vivente, in cui ogni faccia e ogni persona è molto meglio che una statuina, e che l’importante è trovare Gesù presente in mezzo a noi, a cercarlo nascosto e vivo nelle facce, nel pianto, nel grido, o anche nei desideri belli di tutte queste persone nella sofferenza e di molte altre. Con questo spirito si è prolungata la festa nel chiostro del Centro Acquarone completamente pieno. Una festa di Natale in anticipo, ma con il medesimo significato: che ogni giorno sia l’occasione per l’incontro con Gesù in mezzo a noi.»

Così il Direttore dell’Area Socio Sanitaria del Villaggio del Ragazzo Giuseppe Grigoni: «Posso affermare dire che quella di oggi è una giornata speciale, in cui tutte le case che compongono il Villaggio si ritrovano insieme e gli abitanti si siedono insieme per festeggiare perché ci sono dei punti in comune e siamo tutti legati all’organizzazione, al ricordo di don Nando e al desiderio di fare dei momenti di festa condivisi. Mi pare che in una giornata come questa si colga la grandissima varietà delle persone che fruiscono dei nostri servizi, che abitano le nostre case. In un modo in cui spesso ci viene chiesto di essere molto standardizzati, omologhi, simili, nelle nostre realtà cerchiamo invece di dare spazio a tutte le diversità. Il punto di partenza è avere bisogno, in qualche modo, di un sostegno a vario titolo, o comunque avere bisogno di uno spazio in cui poter fare cose. Il Villaggio è nato per questo, per mettere la disposizione delle competenze professionali oppure degli spazi e degli ambienti che sono stati pensati e costruiti per le persone. Oggi è un po’ la consacrazione di quest’idea, nello spazio dell’Acquarone (scelto per comodità perché è l’ambiente più grande) ci ritroviamo e celebriamo questa nostra dimensione. Mi permetto di fare un ringraziamento grandissimo a tutti i colleghi che hanno collaborato per questa giornata, predisponendo la logistica e gli ambienti, preparando i pasti (non è una cosa semplice per più di 400 persone oggi a pranzo!), ma anche grazie a tutti i colleghi che hanno creato l’organizzazione per permettere alle persone di partecipare da tutti i Centri, dal Costa Zenoglio, dal Chiarella, dalla Casa dei Sacerdoti Anziani e dal Centro Acquarone stesso con persone che hanno problematicità di mobilità di disabilità. Questa è la rappresentazione di ciò che oggi è il Villaggio, molto composto, rispettoso delle diversità e con dei forti punti di contatto nel rispetto delle persone.»