‘Santa’: cosa accade se il porto sarà gestito da Volpi?

Forse a Santa Margherita Ligure, nonostante il periodo natalizio, dovrebbe essere organizzato un convegno dal titolo: “Concessionari portuali – Il loro futuro dopo l’affidamento del porto alla Santa Benessere”. Fugherebbe i dubbi o aprirebbe gli occhi. In questi giorni a Santa Margherita, a riprova che pochi seguono i lavori del Consiglio comunale, sta girando e facendo rumore la fotocopia di un atto pubblicato sull’albo pretorio on line del Comune che riferisce di una mozione presentata dalle opposizioni e discussa il 5 ottobre, in cui si chiedeva che  la “Santa Benessere & Social” di patron Gabriele Volpi venisse dichiarata decaduta per non avere osservato i termini prescritti per la presentazione del progetto completo e definitivo sul porto.

A votare contro la proposta delle opposizioni (4 voti), la maggioranza (5 voti) che hanno prevalso perché il gruppo consiliare cuscinetto di Alberto Balsi e Carmela Pinamonti si è astenuto e quindi in pratica si è allineato con la maggioranza. Di cui per altro fa parte, ma nel ruolo di ago della bilancia a cui piace a volte far credere (questa almeno è l’impressione) che potrebbe magari votare come l’opposizione, però poi alla fine, come per la Coop e si allinea alla maggioranza.

Per ‘Santa’ il porto rappresenta una miniera. La si sta regalando alla Santa Benessere pur avendo avuto la possibilità di farla decadere per i suoi ritardi? E alla società di Gabriele Volpi si sacrifica l’area ex Spertini? A poco più da un anno dal voto le scelte contano. E vanno almeno spiegate. Ma l’imput dovrebbe arrivare dagli stessi concessionari

(m.m.)

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