Chiavari: “La cultura del mare e del genere”

Da Tigullio Possibile riceviamo e pubblichiamo

Chiavari nell’anno 2017 ha ospitato il Festival della Parola, proprio sull’uso di queste ultime vorremmo aprire
una riflessione sull’importanza e il significato che le stesse assumono in un contesto, come quello odierno
nella società italiana, dove la parità genere anche nell’uso delle parole e dei termini è ancora troppo lontana.
Per questo invitiamo i componenti dell’amministrazione del Comune di Chiavari, patrocinatore della decima
edizione della rassegna “Uomini e navi” organizzata dalla locale sezione della Lega navale Italiana, alla lettura
di quanto segue:
Ancor prima della “cultura del mare” bisognerebbe tenere in considerazione la “Cultura” nel senso più ampio
del termine, valutando un necessario adeguamento della terminologia ai tempi moderni, dove milioni di donne
sono legate al mare e alla carriera marittima.
“Gente di Mare” è l’ufficio della Capitaneria di Porto che si occupa dei marittimi e delle marittime, “Seafarers”
è la terminologia internazionale corrente, la quale ha ormai ampiamente sorpassato l’arcaica terminologia di
“Seaman” e “Uomini di mare”.
Nel nostro comprensorio sono moltissime le Donne che intraprendono gli studi in ambito navale, altrettante
quelle che hanno iniziato la carriera marittima fino a ricoprire ruoli chiave come quello di Comandante di Navi.
Anche per questo chiediamo una maggiore sensibilizzazione alle istituzioni in tema di parità di genere,
iniziando proprio dall’adeguamento delle terminologie comunemente ed erroneamente utilizzate, soprattutto
in un contesto multiculturale che non può permettersi di rimanere indietro coi tempi.
Proprio nella vicina provincia di La Spezia, in sinergia con la Capitaneria di Porto, si è deciso da tempo di
promuovere le pari opportunità con una manifestazione intitolata “Donne di Mare”, la cui IV edizione è andata
in scena lo scorso 8 marzo, data peraltro non casuale.
Bisogna essere attenti e delicati quando si hanno responsabilità istituzionali, perché il rischio di passare
messaggi profondamente sbagliati alle nuove generazioni è altissimo e si riflette poi nella quotidianità del
nostro Paese, a volte purtroppo anche con atti di violenza verbale e fisica nei confronti delle donne.
Infine ci vogliamo rivolgere agli organizzatori dell’evento, che essendo persone di mare hanno la giusta
passione e gli strumenti adatti per ripensare già dal prossimo anno ad una formula che sia più attenta agli
aspetti che abbiamo sentito di evidenziare, magari con un nuovo titolo.
Per questo gli scriventi si mettono a disposizione fin da subito per il supporto necessario per una
manifestazione legata a tutte le Donne e agli Uomini che per passione o lavoro vivono per il mare ogni giorno
dell’anno.