Giornalisti: “Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie”

Da Alessandra Costante, Segretaria Associazione Ligure dei Giornalisti riceviamo e pubblichiamo

Carcere, minacce, querele temerarie, lavoro irregolare, contratti a tempo determinato che nascono già con la data di scadenza definitiva, vecchi e nuovi bavagli: i problemi dell’informazione e quindi della democrazia di questo Paese devono tornare nell’agenda politica del governo e del parlamento.  Per questo Fnsi e Ordine hanno chiamato a raccolta la categoria il prossimo 22 novembre alle 11 in piazza Montecitorio, in un primo importante momento di mobilitazione.

Il tema della giornata, “Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie”, riassume la condizione dei giornalisti italiani ed evidenza le responsabilità di governo e parlamento.

Noi chiediamo la cancellazione del carcere per i giornalisti, il contrasto alle minacce nei confronti dei cronisti, l’introduzione nel nostro ordinamento di misure contro il fenomeno delle cosiddette “querele bavaglio”.

Chiediamo interventi per riequilibrare il mercato del lavoro in cui crescono le diseguaglianze, in cui cresce il precariato grazie a leggi che consentono alle aziende editoriali di utilizzare contratti di lavoro atipico per mascherare lavoro subordinato. Agli editori non è stato richiesto alcun impegno sul fronte dell’occupazione e del contrasto al precariato, a fronte di decine di milioni di euro elargiti non per creare posti di lavoro, ma per ristrutturare le aziende attraverso i pensionamenti anticipati. Il governo non prende neanche in considerazione i danni che l’abuso dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa sta provocando al mercato del lavoro giornalistico e agli istituti della categoria.

Il 22 novembre, accanto a Fnsi e Ordine, sarà in piazza anche l’Associazione Ligure dei Giornalisti. In questi anni la Liguria ha pagato un prezzo molto alto: ha visto chiudere il Corriere Mercantile, fallire televisioni private, calare la saracinesca su piccole realtà dell’informazione, ridurre l’organico di chi è sopravvissuto alla crisi. In tre anni la Liguria è stata al centro di due diverse operazioni di fusione: prima tra il Secolo XIX e La Stampa che ha dato vita a Itedi e ora il passaggio di questa società editrice in Gedi ovvero Repubblica e Finegil. E non c’è fusione che non comporti anche, presto o tardi, una nuova ristrutturazione.

Per questo vi chiediamo di essere in piazza con noi: stiamo organizzando il viaggio a Roma in treno, andata e ritorno in giornata.

Prevediamo di partire da Genova con il alle ore 6 e 44 dalla stazione di Principe e rientrare nel tardo pomeriggio con partenza da Roma alle 16 e 57.  Se volete partecipare comunicate la vostra adesione alla segreteria dell’Associazione Ligure dei Giornalisti tramite mail associazione@giornalistiliguri.it entro e non oltre le ore 12 di lunedì 20 novembre p.v.  per consentire l’emissione dei biglietti.

     Il segretario

Alessandra Costante

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