Camogli: tonnara, la Cooperativa Pescatori torna al lavoro

Testo e foto di Consuelo Pallavicini

A Camogli, in Calata Prospero Castelletto vicino alla storica mancina costruita nel 1846 a Marsiglia, la Cooperativa Pescatori ha iniziato a lavorare il filetto di cocco proveniente dall’India, per ‘costruire’ le reti della tonnara. Una bella notizia, anche se Simone Gambazza, presidente della Cooperativa, nelle foto col fratello Ettore, ci spiega che “Non sappiamo quale sarà il futuro della tonnara, ma il materiale è arrivato e ci siamo messi comunque al lavoro. Quest’anno, per preparare tutto, occorrerà almeno un mese in più, perché il danno subito è stato grave. Praticamente è da rifare tutto l’impianto, dato che abbiamo perso anche le ancore e i cavi di acciaio sono stati spezzati. Ovviamente il tutto dovrà essere riposizionato. E il fondo del mare non è messo bene. Un tempo eravamo in parecchi ad essere capaci di fare il lavoro; ora siamo solo in tre”.

Come molti ricorderanno in aprile, iniziata da poco la stagione di pesca, la tonnara fu praticamente distrutta pare da un’imbarcazione di grosse dimensioni  finita nottetempo nelle reti. Ancora oggi ci si chiede chi può essere stato. Per aiutare l’attività, sistema virtuoso di pesca sostenibile ed ecologica tutelata dal Presidio Slow Food, dallo scorso mese è online, sulla piattaforma Produzioni dal Basso, la campagna di crowdfunding, lanciata da Eataly, “Salviamo la Tonnarella di Camogli”.

La tonnara, situata a circa 400 metri da Punta Chiappa, attiva da aprile a settembre, è oggi l’unico impianto presente in Liguria ed uno dei cinque in mare italiano; vi si pescano prevalentemente bughe, sugarelli, palamiti, lecce, ricciole, boniti e maccarelli, non si effettua la mattanza. Le origini della tonnara si fanno risalire al 1603, anche se si presume sia più antica. Un solenne Decreto del Magistrato dei Censori (datato 1603) stabiliva che “delli tonni che si fossero presi alla tonnara di Camogli se ne dovesse dare agli abitanti di Camogli e di Recco per loro uso dieci di un rubo, venticinque di due, sei sino a cento rubi” (il rubo corrispondeva a circa 8 chilogrammi). Questa consuetudine durò fino a metà del 1800. Da allora la tonnara fu chiusa e riaperta più volte fino al 1985, quando l’impianto iniziò ad essere gestito dalla Cooperativa Pescatori Camogli, che tiene viva questa tradizione.

 

 

 

 

 

 

Advertisement

Ti potrebbero interessare anche: