Lavagna: “La diga Perfigli, la giunta Toti e Chiavari”

Da Federico Cardelli, promotore di ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e membro del Comitato “Giù le mani dal fiume Entella”, riceviamo e pubblichiamo

Com’è noto, da due anni la Regione di Giovanni Toti sta difendendo in tribunale il famoso progetto della “diga Perfigli”. Progetto che lo stesso Toti, una settimana prima di essere eletto, prometteva di annullare, definendolo correttamente come uno “scempio di un territorio meraviglioso provocato dalle scelte politiche della sinistra Pd”. (www.levantenews.it del 23.5.2015).

Il voltafaccia non è rimasto impunito: nello stesso giorno in cui Forza Italia conquistava trionfalmente le storiche roccheforti rosse dei Comuni di Genova e La Spezia, ha perso miseramente in quello di Chiavari, dove al contrario si dicevano convinti di sbancare al primo turno.

Ebbene, se appena quattro mesi fa, in piena campagna elettorale chiavarese, il Presidente regionale ancora si esibiva in un goffo tentativo di dissociarsi dal progetto, affermando che “tecnicamente alcune perplessità le pone” (www.levantenews.it del 26.6.2017), oggi il suo assessore Giampedrone non sente più questa necessità, e getta definitivamente la maschera: l’appalto sarà indetto non appena la Provincia avrà trasmesso alla Regione i fondi destinati al progetto.

L’assessore tiene a sottolineare la propria efficienza, nell’aver sollecitato ben quattro volte la Provincia in tal senso. Ha fretta, lui. Evidenzia pure come il Tribunale non abbia emesso provvedimenti sospensivi del progetto: da ciò s’intuisce che non abbia intenzione di attendere una sentenza per consegnare i lavori.

Presto o tardi dovranno ripresentarsi alle urne. Pagheranno allora per questo nuovo affronto.

Nel frattempo occorre prendere atto che, se l’ultimo impedimento è questo spostamento di soldi da Provincia a Regione, la pubblicazione dell’appalto potrebbe essere questione di poco tempo. Si rende perciò necessario che la nuova amministrazione comunale di Chiavari, ormai l’unica a dimostrare buona fede nei confronti dell’elettorato, acceleri la promessa revoca della propria adesione al progetto.

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