Chiavari: i 100 giorni di Di Capua (1)

di Giuseppe Valle

La minoranza, presieduta da Roberto Levaggi, ha commentato i primi 100 giorni dell’amministrazione Di Capua. Un giudizio pesantemente negativo, a partire dal silenzio che regna in città.

Secondo Levaggi le poche iniziative attuate dal sindaco Di Capua non riguardano grandi progetti, salvo la messa in sicurezza del Rupinaro che risale alla Giunta precedente. Anche il progetto per Palazzo Rocca era già approntato in precedenza. In pratica si realizzano i progetti che a suo tempo l’attuale maggioranza aveva bocciato.

Un passo indietro è costituito dal ripristino dei posteggi in piazza San Giacomo. Non si comprende il silenzio del parroco di Rupinaro.

Appena terminato il restauro della sponda del fiume Entella, vi sarà l’inaugurazione ma  anche questo intervento è dovuto alla precedente amministarzione.

Stranamente, osserva Levaggi, non sis ente più patlare del prolungamento di viale Kasman, ma intanto i Tir attraversano il ponte della Maddalena per raggiungere l’autostrada. Che ci siano dei forti contrasti all’interno di questa maggioranza eterogenea?

Anche sul PUC non sappiamo quali decisioni saranno prese: sono stati spesi 350.000 euro (la metà rispetto alle tabelle correnti) per stendere il piano regolatore grazie alle forze interne. Se si ricominciasse da capo si butterebbero soldi e tempo.

Un lungo capitolo riguarda l’area di colmata, di proprietà del Comune, e il depuratore di vallata. Il ricorso al Tar contro il progetto dei realizzalo in colmata è stato presentato a suo tempo. Ora permangono due ipotesi: la zona Lido e Ramaia. Il primo con fattibilità immediata, il secondo con qualche dilazione in più.

Incombono 62 milioni di sanzioni se non si provvede all’esecuzione di un progetto e si rischiano 346.000 euro di multa al giorno dopo il pronunciamento degli organi competenti. Si tenga anche conto che le sanzioni vengono sospese solo dopo 2 anni di analisi delle acque regolamentari. Per ora le sanzioni sono “dormienti” grazie a i due progetti presentati.

Rincara la dose Sandro Garibaldi che disserta sui Lavori Pubblici. A cominciare dalle piste ciclabili, già finanziate, ma attualmente ferme: si vuole farle passare dal mare? Ma in precedenza questa ipotesi era stata bocciata dalla vecchia minoranza.

Un altro intervento che all’ex assessore Garibaldi sembra non uregente è il rifacimento del tetto di palazzo Rocca, mentre quello del vecchio Tribunale presenta gravi infiltrazioni, tali da renderlo inagibile.

Il commento finale è che questa amministrazione sembra poco avveduta. Intanto pare che ex candidati si aggirino negli uffici comunali senza averne il diritto.

Daniela Colombo contesta al nuovo sindaco la scelta delle isole ecologiche eprmanenti e i bidoni in centro, quando dappertutto si cerca di eliminare queste postazioni fissse che attirano i topi e non hanno l’adeguata pavimentazione prevista. Anche se le aree cintate fossero videosorvegliate, a chi spetterebbe elevare sanzioni? Contro chi? Contro i proprietari, le badanti, gli ammministratori di condominio ?

Sul turismo la Colombo ha le proprie riserve: da anni la Regione ha abbandonato le fiere privilegiando altre forme dirette di contatto con i potenziali utenti, invece Di Capua sceglie la fiera di Rimini.

Sivia Garibaldi definisce l’amministarzione attuale “Una poltrona per due” riferendosi al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale Antonio Segalerba. La Garibaldi desottolinea che Segalerba, in Consiglio, anticipa le risposte del sindaco quasi temessse interventi poco adeguati. Definisce camaleontica questa maggioranza e parladi regressione.

In futuro questa minoranza farà sentire regolarmente le propria voce ogni 40/50 giorni, convinta che l’opposizione sia il sale della democrazia.

 

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