Sestri: “Mediaterraneo e le flebo di denaro pubblico”

Da Marco Conti, consigliere comunale “Il Popolo per Sestri”, riceviamo e pubblichiamo

Mediaterraneo Servizi in salute? Per forza, sta in piedi grazie ai soldi pubblici del Comune. Fosse privata avrebbe già chiuso i battenti. Non mi sorprendono più (e da parecchio tempo…) i roboanti comunicati stampa della Sindaca Valentina Ghio e, in questo caso, del suo fido scudiero Marcello Massucco, Amministratore unico della Mediaterraneo Servizi, partecipata al 100 % dal Comune di Sestri Levante.

Ci sarebbe da scrivere un romanzo ma mi limiterò ad alcune osservazioni perché non è corretto propagandare un qualcosa che non c’è. I cittadini devono sapere che questa società si regge solo ed esclusivamente per i trasferimenti operati dal Comune per lo svolgimento dei numerosi servizi affidati. Basta andarsi a leggere il Bilancio di esercizio 2016, chiuso con utile di qualche centinaio di euro per avere la prova delle mie dichiarazioni: il Conto Economico alla voce “Totale valore della produzione” prevede un importo totale di € 274.115,00 di cui ben € 146.901,00 di “contributi in conto esercizio” erogati dal Comune di Sestri Levante, azionista unico della società! Senza i trasferimenti pubblici la società avrebbe dichiarato fallimento.
Con la Delibera di Consiglio Comunale n° 3 del 25 gennaio 2017, convintamente contrastata dalla minoranza, alla società gli vengono affidati direttamente i servizi più disparati: dall’ambito culturale-turistico a quello economico senza alcuna motivazione circa il mancato ricorso al mercato, nonché dei benefici per la collettività della forma di gestione prescelta.

Come previsto dall’art. 192 del D.Lgs n°50/2016 l’affidamento diretto implica un obbligo di motivazione rafforzato che dia evidenza, alla luce di una comparazione con alternative di mercato, della convenienza della scelta. In questo caso né la Delibera di Consiglio Comunale n° 3 del 25 gennaio 2017 né gli allegati in essa contenuti esplicitano tale convenienza.

Tra l’altro,  rispetto alla disciplina della gestione di partecipazioni di cui al “Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica” si ravvisa una prima criticità nel minestrone di affidamenti di servizi di tipologie diverse tra loro e, in particolare, da una parte servizi pubblici locali e strumentali, nonché dall’altra la gestione di immobili. L’art. 4, comma 2 del D.Lgs n° 175/2016 ammette società partecipate che perseguano la valorizzazione del patrimonio delle amministrazioni ma soltanto qualora abbiano oggetto esclusivo e comunque previo il conferimento delle proprietà dei beni immobili gestiti. In questo caso Medi@terraneo Servizi Srl si occupa non soltanto di gestioni di immobili ma di altre svariate attività.

Nell’anno in corso il Comune trasferisce alla società, per lo svolgimento dei più disparati servizi una cifra stimata intorno al milione di euro, inoltre si trattiene il 10 % dei canoni di locazione incassati dagli immobili pubblici in gestione. Le perdite croniche rappresentate dal Musel e dal Bike Sharing vengono inserite in un unico calderone e i cui deficit vengono coperti da altre poste di entrata.

Non c’è un controllo diretto sulla qualità dei servizi offerti. Un esempio? Il tanto sbandierato Wi-Fi funziona male e spesso ha problemi di collegamento, il tutto è testimoniato da prove documentali; non sono stati in grado neppure di stampare, come ha fatto il Comune di Santa Margherita Ligure, un opuscolo a colori e graficamente invitante con tutte le manifestazioni estive, gli orari dello sportello IAT non erano certamente adatti ad una città che vuole puntare esclusivamente sull’economia turistica, ecc, ecc. L’elenco purtroppo è destinato ad aumentare.

Che dire ancora? Per fortuna le elezioni comunali si stanno avvicinando perché questo triste spettacolo, sulle spalle dei cittadini, deve terminare! Il buon senso ci fa dire che questa società deve essere sciolta e i svariati servizi affidati al mercato per avere maggiori vantaggi in termini di qualità/prezzo

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