Sestri: presentazione del libro “I monti sono vecchi”

Dal Comune di Sestri Levante , a firma di Fabrizio Benente, direttore MuSel – Sestri Levante, ricevuiamo e pubblichiamo

Al MuSel di Sestri Levante: “I monti sono vecchi”. Archeologia del paesaggio dal Turchino alla Magra; presentazione del libro di Roberto Maggi, a cura di Giorgio “Getto” Viarengo. Introduce Fabrizio Benente. Mercoledì 19 luglio – ore 21.00, Palazzo Fascie (Corso Colombo 50 – Sala Carlo Bo).

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L’evento al MuSel: Mercoledì 19 luglio, con inizio alle ore 21.00 (Palazzo Fascie, Sala Carlo Bo), nell’ambito del programma di incontri ed eventi culturali “Estate al MuSel 2017”, il Museo Archeologico e della Città di Sestri Levante propone la presentazione del più recente libro di Roberto Maggi, intitolato “I Monti sono vecchi. Archeologia del paesaggio dal Turchino alla Magra (De Ferrari Editore, 2016).  La serata dedicata all’archeologia del paesaggio ligure sarà introdotta dal direttore del MuSel, Fabrizio Benente. Sarà poi lo storico locale Giorgio ”Getto” Viarengo a presentare il libro di Roberto Maggi e a dialogare con l’Autore.

Ingresso libero.

Il libro: I munti sun eggi (I monti sono vecchi). Questa è la risposta che un contadino del Genovesato fornì nel 1879 ad una domanda dell’Inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola in Italia voluta dal deputato Agostino Bertani.  Emilio Sereni, fondatore della Storia del Paesaggio, notò la frase e la riportò nel suo “Terra nuova e buoi rossi”, dedicato alla storia del debbio.

Trent’anni di archeologia dell’Appennino ligure sono condensati nel libro di Roberto Maggi, con l’obiettivo di evidenziare e narrare le molteplici attività umane che, intrecciandosi nel corso dei millenni con i processi della natura, hanno costruito il paesaggio ligure. Il sistema agro-silvo-pastorale affonda le sue radici fino agli ultimi cacciatori/raccoglitori di 10.000 anni fa ed è pervenuto fino a tre generazioni or sono. Un sistema che – con perizia ed efficacia – ha utilizzato il fuoco quale potente strumento di gestione delle risorse ambientali, da quelle minerarie a quelle vegetali, animali, pedologiche e paesaggistiche.

L’autore: Roberto Maggi ha dedicato tutta la sua carriera di archeologo e di ricercatore alla preistoria della Liguria, con un occhio di riguardo per il Levante. Tra i suoi casi-studio di rilevante interesse per la comunità scientifica internazionale basti ricordare la Caverna delle Arene Candide e la Pianaccia di Suvero, il Castellaro di Uscio, la miniera di rame della Libiola e quella di diaspro di Maissana, insieme a tanti altri siti meno famosi. La loro esplorazione e studio vengono ripercorsi in queste pagine, insieme a quella dei diversi personaggi, più o meno illustri, che hanno accompagnato la loro scoperta e valorizzazione.

 

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