Bogliasco: toponomastica di 244 vie, di Pier Luigi Gardella

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato 24 giugno alle ore 10,30 presso la sala “Berto Ferrari” in via Vaglio 1 a Bogliasco, il prof. Silvio Ferrari, Presidente della fondazione Teatro Sociale di Camogli, presenterà il libro “Bogliasco, la toponomastica” di Pier Luigi Gardella, De Ferrari Editore, € 16.

Con il libro “Bogliasco, la toponomastica” Pier Luigi Gardella completa un lavoro iniziato una trentina di anni or sono, quando cominciò a raccogliere documenti, testimonianze orali, fotografie riguardanti il territorio del comune. Secondo quanto ci ha detto, determinanti sono state soprattutto le testimonianze di tanti anziani del paese, molti dei quali oggi scomparsi; uno su tutti Gardella ama ricordare Piero Bozzo, il poeta bogliaschino autore dell’Ave Maria zeneize e vera memoria storica di Bogliasco, scomparso nel 1992.

Ma l’autore non si è accontentato di raccogliere notizie e aneddoti sulla toponomastica locale: pur se da dilettante ma avvalendosi di testi fondamentali sull’etimologia ligure di autori quali Giulia Petracco Sicardi, Fiorenzo Toso o Gaetano Ferro per citarne alcuni, egli ha voluto ricercare il perché di certi nomi e da cosa essi derivano.

Ne è risultato un vero e proprio dizionario toponomastico che ci ricorda quel lavoro fondamentale che per la città di Genova diede alle stampe negli anni Settanta del secolo scorso Bianca Maria Vigliero e tutt’oggi validissimo.

Il volume, edito da De Ferrari, è inoltre corredato di oltre un centinaio di fotografie per la maggior parte inedite e di otto tavole a colori con riproduzioni di antiche carte topografiche e stampe e contiene una gradevole introduzione scritta da Raimondo Sirotti poco tempo prima della sua improvvisa scomparsa.

Il lavoro comunque non è completo perché per il prossimo anno è previsto il secondo volume che riguarderà le frazioni di Bogliasco con il suo vasto entroterra; Pier Luigi Gardella sta preparando questo secondo volume in stretta collaborazione con Luca Sessarego, un giovane del Centro Studi “Storie di Jeri” che ben conosce il territorio e che già si è fatto conoscere con i suoi studi sull’emigrazione dei Sessarego nel mondo.

A.S.