Chiavari: dal 4 al 7 maggio il Festival della Parola (2)

Dall’ufficio stampa del Festival della Parola riceviamo e pubblichiamo

Torna dal 4 al 7 maggio il Festival della Parola, quattro giorni nei quali, in location insolite, come bar o piazze oppure tradizionali, come auditorium  e teatri, si alterneranno giornalisti, scrittori, musicisti, attori, studiosi per parlare di parole. Un festival che, anche quest’anno, proporrà eventi ispirati alle questioni più attuali, alle ricorrenze, ai personaggi, per raccontare la Parola in modo innovativo e coinvolgente, con eventi interattivi e trasversali.

La quarta edizione del Festival della Parola si svilupperà lungo due binari, che si intrecciano sulle note di una canzone: “Un giorno dopo l’altro”. E’ il 1966 quando Luigi Tenco scrive quel brano, che divenne la sigla di apertura dello sceneggiato televisivo Rai: “Le inchieste del commissario Maigret”, interpretato dall’indimenticabile Gino Cervi e ispirato all’amatissimo personaggio creato da Georges Simenon. Una scelta fortuita o un segno del destino, che torna ad unire le due figure, quasi leggendarie, del cantautore italiano e dello scrittore belga, nella kermesse chiavarese. Un giorno dopo l’altro, dal 4 al 7 maggio, il Festival della Parola, tornerà a incantare il pubblico, rendendo omaggio a questi due amatissimi personaggi ma sviluppando, come nella sua migliore tradizione, anche molte altre suggestioni offerte dal poliedrico mondo della Parola. Saranno quattro giorni di incontri, laboratori, spettacoli, conferenze con tanti ospiti e inedite sorprese, innovative e coinvolgenti.

Luigi Tenco, il giovane idealista

Era il 27 gennaio 1967 e un tragico gesto, sul quale pesano ancora le ombre di molti interrogativi, fermò per sempre la vita di un giovane uomo e la carriera di un grande artista. Il 2017 è l’anno di Luigi Tenco, a cinquant’anni dalla sua morte, si susseguono le iniziative, le commemorazioni, che vogliono rendere omaggio ad un raffinato cantautore, anticonformista, sensibile e idealista. Anche il Festival della Parola ha deciso di ricordare, a suo modo, l’autore di tante indimenticabili canzoni, autentici manifesti poetici di un personaggio impegnato, talvolta persino intransigente, mai allineato e men che meno disposto al compromesso. Nella quattro giorni saranno molte le iniziative dedicate a Tenco, che farà da colonna sonora al Festival 2017 e che diverrà materiale umano e artistico di appuntamenti che vedranno, di volta in volta, coinvolti studenti, artisti, giornalisti, collezionisti e persino gli ospiti della Casa di reclusione di Chiavari, protagonisti di un progetto unico in Italia.

“Il mio regno” il cortometraggio inedito, realizzato dagli studenti chiavaresi, che racconta il laboratorio di scrittura su Tenco realizzato nella Casa di Reclusione di Chiavari:

Nei mesi precedenti alla manifestazione alcuni ospiti della Casa di Reclusione di Chiavari hanno preso parte ad un laboratorio di scrittura, tenuto da alcuni docenti dell’Istituto Caboto, che li ha visti lavorare su quattro brani scritti da Tenco: “Cara maestra”, “Un giorno dopo l’altro”, “Mi sono innamorato di te” e “Ciao amore ciao”. Dopo aver esaminato i testi, i detenuti hanno scritto riflessioni e pensieri personali suscitati dalle canzoni, questi elaborati verranno letti dai ragazzi delle scuola media “Ilaria Alpi” e dell’istituto Caboto nella giornata di apertura del festival, giovedì 4 maggio, mentre una formazione ridotta dell’orchestra della scuola media “Della Torre” eseguirà i brani oggetto di studio, il tutto nell’ambito di un incontro sulla realtà del carcere e sulle attività didattiche che vengono svolte al suo interno. Sabato 5 maggio al Teatro Cantero, invece, verrà presentato in anteprima il cortometraggio “Il mio regno” realizzato dagli studenti dell’istituto Caboto, in collaborazione con gli insegnanti Alessandro Zunino e Sabrina D’Isanto, all’interno del carcere, che racconta il percorso creativo compiuto dagli ospiti della Casa di Reclusione. Fra le tante “chicche” l’incontro con il chitarrista Armando Corsi, che duetta con i detenuti sulle note di “Ciao Amore” e “Il mio regno”. Un documento inedito, significativo e di profondo significato umano e sociale, che apre una finestra sulla realtà del carcere e che sensibilizza i più giovani sul tema della limitazione della libertà personale. Fra le testimonianze raccolte nel cortometraggio anche la lettura della lettera scritta da Luigi Tenco alla madre Teresa, momento di grande intensità.

Una temporary road sulle note di Luigi Tenco

La centralissima via Martiri della Liberazione, per i chiavaresi Caruggio Dritto, isola pedonale e salotto buono cittadino, si trasformerà per quattro giorni in una temporary road musicale dedicata a Luigi Tenco. Grazie all’impianto di filodiffusione che percorre la via, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, verranno trasmessi settanta brani scritti dal cantautore di Cassine, selezionati da Enrico Deregibus, giornalista e scrittore esperto di Tenco, consulente del progetto, in collaborazione con la locale Radio Aldebaran, facendo da colonna sonora alla manifestazione.

Simenon e il caso Maigret

Georges Simenon sarà l’altro “ospite d’onore” della IV edizione del Festival della Parola. Autentico maestro del genere letterario poliziesco,  icona per schiere di appassionati e modello per scrittori e giallisti, il creatore del commissario Jules Maigret, sarà il filo rosso che unirà molti momenti diversificati nel cartellone dei quattro giorni. Un’importante mostra antologica, realizzata a palazzo Rocca, grazie alla collaborazione del più grande collezionista al mondo, permetterà al pubblico di conoscere, attraverso materiale inedito, anche gli aspetti più intimi e famigliari dello scrittore di Liegi. Una retrospettiva al teatro Cantero permetterà a tutti gli appassionati di rivedere alcune versioni cinematografiche ispirate al personaggio letterario, tra cui anche la serie televisiva: “Le inchieste del commissario Maigret” interpretato da Gino Cervi, che andò in onda fra il 1964 e il 1972, per la regia di Mario Landi, scelto dal curatore del progetto, che era, guarda un po’, un certo Andrea Camilleri, che sarà protagonista di uno speciale “cameo” dedicato a Simenon.

Gli amici del Festival della Parola

Anche quest’anno il Festival della Parola di Chiavari può contare sulla collaborazione e il sostegno di partner e sponsor importanti. A partire dagli Enti patrocinatori: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibac); Città Metropolitana di Genova; Anci Liguria; Disfor Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova; Regione Liguria. Main Sponsor: Duferco Energia e Gruppo Banca Carige. Sponsor: Sicurcasa, Coop Liguria, Camera di Commercio di Genova. Sponsor tecnici: Defilla; Barletta pianoforti; Flli Levaggi (sedie originali Chiavari). Media partner: Rai; Il Secolo XIX; Spettakolo!; Radio Aldebaran; Twebnews. Partner: Società Economica, Scuola Holden, Marina Chiavari, Teatro Cantero, Ascom, Civ – Ci vediamo in centro.

Un Festival che dà la parola ai ragazzi

Se nelle prime edizioni il Festival della Parola aveva guardato al mondo della scuola soprattutto come fruitore dell’offerta culturale di numerosi eventi, negli anni il dialogo con gli istituti del territorio ha assunto via via una nuova connotazione, sino ad arrivare all’edizione 2017, nella quale il ruolo degli studenti in un certo senso si capovolge. Non soltanto spettatori ma autentici protagonisti. La quarta edizione del FdP vedrà numerose collaborazioni e appuntamenti, dove i ragazzi delle scuole del territorio avranno un ruolo centrale e determinante.

Già da qualche tempo gli studenti di alcune scuole medie e istituti superiori hanno partecipato al progetto  “Book-in”, programma radiofonico di “avvicinamento” al festival, a cura di Helena Molinari, in onda su Radio Aldebaran, durante il quale i ragazzi hanno letto in diretta le recensioni dei libri, che saranno protagonisti nelle quattro giornate di festival.

Come già lo scorso anno, in linea con la propria vocazione, gli allestimenti e le installazioni del festival sono state affidate al Liceo Artistico Emanuele Luzzati di Chiavari. Anche quest’anno i giovani creativi, coordinati dai loro insegnanti, hanno ideato realizzazioni artistiche di grande impatto, che arrederanno la città durante la manifestazione.

Front-office del festival si riconferma l’Istituto Professionale “G. Caboto”, che con il suo esercito di hostess e steward si occuperà dell’accoglienza degli ospiti e delle relazioni con il pubblico, oltre a gestire un punto informazioni nel centro città. “Firmato” dal Caboto è anche il cortometraggio dedicato al progetto “Tenco un giovane idealista” che racconta il “back stage” del laboratorio di scrittura svolto dagli ospiti della Casa di Detenzione di Chiavari sui testi di Luigi Tenco, che verrà presentato in anteprima durante la manifestazione.

Dalla logistica alla comunicazione, novità di quest’anno il blog dedicato al FdP a cura della redazione di Hérmes, il periodico realizzato dal Liceo Marconi-Delpino di Chiavari. La redazione, interamente formata da studenti del liceo classico-scientifico e delle scienze umane, realizzerà focus di approfondimento sugli appuntamenti in cartellone, offrendo un’informazione frizzante e giovane. Gli studenti del Marconi-Delpino saranno inoltre protagonisti di un’intervista-conversazione con Massimo Righi, direttore de Il Secolo XIX, media partner del festival, che vedrà la partecipazione anche di una delegazione di studenti del Liceo Classico D’Oria di Genova e verterà su un tema di stringente attualità le fake news.

Le altre scuole protagoniste di eventi in programma sono: scuola media “Della Torre” (Istituto Comprensivo Chiavari I), scuola media “Ilaria Alpi” (Istituto Comprensivo Chiavari II), Liceo Linguistico “Da Vigo” di Rapallo, scuola Maria Luigia Chiavari, da tenere d’occhio nel cartellone delle varie giornate.

“Inganno con delitto” – Workshop della Scuola Holden con Stefano Piedimonte

Si rinnova anche in questa IV edizione del Festival della Parola la partnership con la Scuola Holden, che in linea con il filone dedicato a Georges Simenon, terrà un workshop, con un occhio di riguardo ai giovani, dedicato a come si scrive un romanzo noir. A fornire “gli attrezzi del mestiere” sarà Stefano Piedimonte, scrittore e docente della scuola creativa torinese. Piedimonte, napoletano, classe 1980, è autore dei romanzi:  Nel nome dello Zio (Guanda), Voglio solo ammazzarti (Guanda), L’assassino non sa scrivere (Guanda), L’innamoratore (Rizzoli). Scrive su Donna Moderna, Il Mattino, Corriere della Sera e altri periodici.

Cos’è oggi il romanzo noir? Ha ancora senso parlare di letteratura di genere, oppure i meccanismi narrativi che regolavano in passato un settore letterario ben identificabile sono oggi condivisi anche dai romanzi cosiddetti “non di genere”? La narrativa contemporanea è fatta da autori ibridi, dagli italiani Maurizio de Giovanni, Niccolò Ammaniti, agli stranieri come George Pelecanos, William McIlvanney, Joe Lansdale, e perfino Michel Houellebecq: tutti scrittori che usano – o hanno usato – il noir come una scatola in cui inserire i contenuti più vari, dalla denuncia sociale all’amore, dal racconto del territorio all’umorismo. Si parte dal noir per raccontare altre cose, in una sorta di “inganno” praticato da sempre, ma oggi più che mai utilizzato per catturare l’attenzione del lettore, spesso distratto da una miriade di stimoli esterni. Lo scrittore sa che oggi è molto più difficile, rispetto a un tempo, ottenere attenzione da parte del lettore, così gli fornisce un traino che lo porti dalla prima all’ultima pagina del libro. Questo traino, spesso e volentieri, è il noir.

Il workshop della Scuola Holden si terrà sabato, 6 maggio, alle ore 11, presso la sala Ghio Schiffini della Società Economica, via Ravaschieri 15.

Parole tradite. L’informazione ai tempi di fake news e post verità, i lettori si confrontano con i giornalisti

“Essere informati è un diritto. Essere disinformati è un pericolo” recita così l’appello lanciato in rete da BastaBufale.it e firmato dal presidente della Camera, Laura Boldrini. Neologismi come fake news e post truth era sono diventati protagonisti di dibattiti a tutti i livelli della società. Quello della proliferazione delle “bufale” e della post verità è un fenomeno certamente non nuovo ma amplificato in maniera esponenziale e pericolosa dall’utilizzo della tecnologia, rendendo sempre più sfumato, al lettore incauto, il profilo delle fonti autorevoli e credibili. Il Festival della Parola 2017 resta sulla notizia e dedica alcuni importanti appuntamenti a questo tema scottante e di grande attualità. Nella convinzione, poi, che il mondo della scuola sia il primo baluardo contro la disinformazione, luogo preposto alla formazione degli anticorpi necessari per difendersi da questa virale deriva, particolare attenzione è stata rivolta ai ragazzi, dando loro la parola, per capire come si informano e costruire insieme a loro una nuova  consapevolezza e capacità critica nei confronti delle notizie che circolano nella Rete. Grazie alla collaborazione con Il Secolo XIX, sarà proprio il direttore del quotidiano genovese, Massimo Righi, a dialogare con i ragazzi di due licei liguri, il Marconi Delpino di Chiavari e il D’Oria di Genova, sul tema della cattiva informazione. Un secondo incontro vedrà protagonista il giornalista e scrittore Maurizio Maggiani, firma di prima pagina del Decimonono, che intervistato da Andrea Plebe (responsabile di XTe, sezione dedicata alla cultura, agli spettacoli e al costume de Il Secolo XIX) proverà a spiegare al pubblico: “Perché ci piacciono le false notizie e altre storie”. Significativamente, sarà proprio un giornalista a chiudere la quarta edizione del Festival della Parola, Marco Travaglio, con il suo “Slurp” sferzante spettacolo contro il malcostume del mondo dell’informazione.

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Simenon e il caso Maigret… Fra libri, “aperitivi in giallo”, proiezioni e una mostra inedita

La sua palestra è stata la cronaca nera del quotidiano di Liegi, per il quale lavorò giovanissimo e che certamente gli offrì una ricca galleria di situazioni e personaggi, rielaborati poi dalla sua fervida fantasia. Una straordinaria facilità di scrittura (era capace di scrivere un romanzo in una sola settimana!) associata ad uno stile immediato e coinvolgente hanno fatto sì che per lui si parlasse e si continui a parlare di “caso Simenon” o “fenomeno Simenon”. Una forza creatrice, che non si è mai esaurita nonostante una produzione sterminata, che gli ha procurato un successo planetario, tradotta in tutte le lingue e oggetto di grande interesse anche da parte del cinema, che ha riproposto in pellicola praticamente tutti i suoi romanzi. In virtù di tutto questo il Festival della Parola ha deciso di accendere i suoi riflettori su questo maestro della parola, Georges Simenon, e lo farà con una serie di appuntamenti che cadenzeranno le sue quattro giornate. Ci saranno  presentazioni di libri, non solo dedicati a Simenon e a Maigret, il suo personaggio più fortunato, ma anche romanzi di autori contemporanei, che in qualche modo sono eredi del maestro del genere poliziesco. Ci saranno proiezioni, al teatro Cantero, con indimenticabili interpreti, che hanno vestito i panni del commissario di polizia: da Gino Cervi, a Jean Gabin, a Jean Richard. E ci sarà una mostra, grazie alla collaborazione e alla disponibilità di Romolo Ansaldi, il più importate collezionista di materiale  riguardante lo scrittore belga, nelle sale di Palazzo Rocca, sarà possibile percorrere un ideale itinerario attraverso la vita e il lavoro di Simenon, grazie a materiale fotografico inedito.

“Simenon e il caso Maigret”

dal 4 al 7 maggio, palazzo Rocca,

dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00

per gentile concessione del collezionista  Romolo Ansaldi in collaborazione con Cif di  Chiavari