Rapallo: taxi, ipotesi stalli a San Pietro e Sant’Anna

Testo e foto di Paolo Marchi

I lettori più attenti ricorderanno la vicenda dei taxi rapallesi e degli stalli loro dedicati di via Mameli, trasferiti nella più defilata via San Benedetto in occasione dei recenti lavori di pavimentazione di alcune vie del centro e che sono stati rimessi all’ombra del campanile della basilica di San Gervasio e Protasio nell’ottobre scorso, dopo una lunga discussione tra operatori e amministrazione cittadina.

Al momento in via Mameli ci sono due posti, dice Michele Paganini rappresentante (dimissionario e non ancora sostituito) dei taxisti rapallesi, tre in meno rispetto ai cinque che c’erano originariamente. Dei restanti, due sono stati sistemati in piazza Molfino, l’altro è stato gestito attraverso una modifica alla turnazione. C’era un accordo verbale con il sindaco, ha precisato Paganini, affinché nello scorso dicembre fosse predisposto un terzo stallo in via Mameli, zona che per i taxisti è preziosissima, da quando i taxi sono tornati in quella sede il lavoro è immediatamente ripreso. Ma lo stallo, dice Paganini, ad oggi non c’è.

“Il tema dei taxi è più ampio e non si ferma al discorso su due o tre posti, ma riguarda la questione dell’accoglienza turistica: un tema da rivedere e discutere con le categorie”, ha detto il sindaco Carlo Bagnasco che ha ricordato il marciapiede rifatto proprio in corrispondenza della zona taxi nei pressi della stazione e che ha confermato l’impegno per rifare il gazebo dei taxisti sempre in piazza Molfino. Una città che sta cambiando e che ha bisogno di rivedere i servizi che offre anche nell’ottica di un loro decentramento – questa la tesi del primo cittadino – che rimanda la discussione con le categorie a quando i lavori programmati, e che si svolgeranno nel corso di quest’anno, saranno conclusi. Ma che non nasconde alcune idee-ipotesi di modifica al servizio, come la predisposizione di stalli in altre zone della città, magari vicino a luoghi particolarmente frequentati come la nuova chiesa di Sant’Anna (magari in occasione di funzioni o eventi religiosi) o come l’ospedale di San Pietro, “in tutta Italia funziona così”. Inutile, secondo il sindaco, “avere tanti taxi nell’arco di pochi metri e non averne nemmeno uno in zone scoperte”, in una città che cambia occorre provare a dare risposte differenti ai nuovi bisogni. “Ma adesso la priorità va ai lavori: ora facciamo quelli, poi in maniera serena ne parleremo”.