Cinque Terre: “La legge Parchi con meno burocrazia”

di Guido Ghersi

La legge destinata a cambiare il futuro dei parchi nazionali e tra questi, in Liguria, quello delle “Cinque Terre”, ormai è in dirittura di arrivo. Infatti è approdata alla Camera dei Deputati tra polemiche e divisioni anche all’interno dello stesso mondo ambientalista. Una riforma che ha come obiettivo quello di semplificare le procedure ad iniziare dalla scelta della governance.

Il “Parco Nazionale delle Cinque Terre”, di cui è presidente fino al prossimo giugno Vittorio Alessandro, è stato istituito nel 1999 ed ha una superficie a terra di 3.860 ettari, mentre cinque sono i Comuni coinvolti : Levanto, Monterosso al Mare, Vernazza, Riomaggiore e La Spezia.

Anche secondo il citato presidente e il direttore Patrizio Scarpellini, oggi, la riforma costituisce “un essenziale strumento di semplificazione ed ammodernamento dell’Ente”. Anche per i vertici del Parco fondamentale sarà la possibilità di ottenere una governance più snella, con un ruolo più incisivo per il presidente nonché gli aspetti di maggiore rilievo con la possibilità di rilasciare il “nulla-osta” che potrebbe sostituire la paesaggistica della Regione Liguria per la ricostruzione di ruderi, la riqualificazione dei centri storici e delle case.

Scarpellini ha affermato: “La direzione dell’Ente è attenta e segue con attenzione gli indirizzi del testo definitivo della legge per quanto riguarda il ruolo dell’agricoltura e la semplificazione amministrativa che ne potrebbe derivare dall’approvazione degli articoli che saranno portati in discussione”.

Invece, per le associazioni ambientaliste, la legge in discussione alla Camera, mira ad abbassare la tutela nazionale a livello locale e dà più spazio ai partiti nel governo dell’ambiente.