Lettere/ “Depuratore di vallata dell’Entella: continuiamo a raccontarcela!”

Da Piero Renzullo riceviamo e pubblichiamo

La necessità della soluzione dell’obsoleto Depuratore di Chiavari nasce già nel 1999 quando l’allora amministrazione Agostino, in data 4/10/99, ha stipulato fra il Comune di Chiavari ed Idrotigullio la convenzione per la gestione dei servizi di depurazione e delle acque reflue, (durata di 50 anni) che prevedeva fra l’altro l’onere, a carico di Idrotigullio, di costruire un nuovo depuratore a Preli, sotto i campi da Tennis, con inizio lavori 31/12/2001, fine lavori 31/12/2003.

Come noto non è stato concretizzato nulla, e in sostanza, l’amministrazione di allora, così come le successive, non sono riuscite nel loro compito di far rispettare il contratto sottoscritto né a farlo saltare per inadempienza. Se lo avessero realizzato, nonostante l’inadeguatezza dell’area identificata alle normative vigenti, oggi per Chiavari parleremmo d’altro.

Continuare a dire che Chiavari è in regola col suo depuratore e solo gli altri comuni sono in infrazione è fuorviante: quando nel 2020/1 sarà terminata la costruzione dei nuovi, sarà infatti Chiavari ad essere in infrazione.

Quindi una Amministrazione oculata ha il dovere verso la cittadinanza di programmare ora senza perdere altro tempo e forse è già troppo tardi!

Col pericolo delle pesanti sanzioni Europee, la depurazione nel Tigullio, Chiavari compresa, è finalmente all’ordine del giorno. Ripeto che la cosa migliore per essere informati direttamente, è analizzare, scevri da interessi politici o da appetiti edilizi, quello che pubblica Ato sull’argomento cercando di capire le ragioni reali delle scelte, e non limitarsi a seguire chi dice “solo no” con motivazioni che spesso rasentano la disinformazione sistematica.

Ato ed Iren avranno forse interessi sulla costruzione del depuratore e potranno essere condizionati da pressioni politiche, immagino anche che gli eventuali competitor non lo farebbero con il solo puro spirito missionario.

Il Tigullio è diventato terra di esperti in materia di depurazione, e in troppi a chiacchiere hanno la soluzione a portata di mano. Sono stati apprezzati chi, nei tempi opportuni e non oggi, ha fatto proposte costruttive, logiche e percorribili.

Salvo le apprezzabili proposte del Sindaco di Leivi, V. Centanaro e dell’Arch. G. Giardini, non risultano proposte concrete di siti alternativi ai soliti: 3/4/5…depuratori, Leivi, Colmata ed infine Lido.

Personalmente avrei preferito una soluzione lontano dalla costa, ma un’attenta lettura delle relazioni Ato dà la risposta delle problematiche del perché no a Leivi, per le altre aree proposte/identificate non risultano ulteriori news salvo l’opposizione dei relativi sindaci.

Se però “Serve allo scopo” continuiamo a raccontarcela e magari a perdere altro tempo prezioso!