Chiavari: “Depuratore di vallata, tanti aspetti positivi”

Da Alex Molinari, consigliere capogruppo “Noi di Chiavari”, presidente Commissione 1° – Affari Istituzionali, riceviamo e pubblichiamo

Oggetto: A proposito del Depuratore di vallata al Lido

Per qualche settimana abbiamo assistito in silenzio allo squallido teatrino messo in scena da certi personaggi della politica cittadina, e da un candidato sindaco in particolare, a proposito del progetto di Depuratore di Vallata nella zona del Lido.

Abbiamo preferito tacere non già perché non avessimo argomenti o perché temessimo di finire in secondo piano viste le roboanti e chiassose uscite altrui, ma perché su un tema di così elevata importanza per la nostra città e per lo sviluppo di tutto il comprensorio, ci sembrava giusto e opportuno fare adeguate riflessioni e valutazioni. Altri invece, in particolare Avanti Chiavari nella persona del sig. Marco Di Capua, hanno voluto a tutti i costi parlare: purtroppo a vanvera.

Noi, principale gruppo di maggioranza a Chiavari, siamo perfettamente in linea con il sindaco Roberto Levaggi. Scongiurare l’impianto unico comprensoriale da oltre 200mila persone (e annessi km di tubature in mare) al centro della Colmata era l’obiettivo primario ed è stato centrato. Questo è stato possibile non solo grazie al lavoro del Sindaco Levaggi e della sua Giunta, ma anche grazie a un ragionamento effettivo sui costi abnormi che si sarebbero manifestati per portare sino a Chiavari le tubature da Sestri Levante. Non dimentichiamo che, in questa difficile vertenza, l’aspetto tecnico e quello economico sono di vitale importanza, al pari di quello politico e di quello della sostenibilità ambientale. Tutte sfumature che quelli che ragionano un tanto al chilo, come Di Capua e i suoi sodali, non tengono affatto in conto.

Oltre ad aver preservato la Colmata quindi, che rimane la principale area di sviluppo strategico per la città di Chiavari, la scelta del Lido permetterà di liberare Preli dall’attuale servitù del depuratore. Un altro pezzo pregiato della città potrà quindi tornare a risplendere. Ma non solo. Con il progetto del depuratore al Lido, e soprattutto con le opere ad esso connesse, potremo ritornare a vedere riqualificata un’importante zona della città, con la piscina olimpionica nuovamente in funzione e tante altre aree a disposizione per sport e tempo libero. Nel giro di qualche anno, insomma, l’intero waterfront cittadino potrà essere completamente ridisegnato: dalla zona del Lido, con le opere connesse alla costruzione del depuratore (che dovrà essere a impatto zero e con il camino che sarà a oltre duecento metri dalle prime abitazioni), sino alla zona più occidentale della città. Non dimentichiamo poi che sotto l’amministrazione Levaggi con la riqualificazione della Colonia Fara e di tutta la zona di Preli si sta restituendo alla città una zona turistica degradata da trent’anni dove nulla è stato fatto dalle precedenti amministrazioni.

Quando il sig. Di Capua dichiara ai giornali che se sarà eletto sindaco si opporrà al progetto del depuratore al Lido o non sa di cosa sta parlando oppure mente sapendo di mentire. Proviamo a spiegarglielo. Trattandosi di depuratore di vallata (e non comprensoriale, come si ostina ambiguamente a dire nelle sue assai infelici uscite pubbliche), la decisione non spetta al solo Comune di Chiavari, ma l’abbandono del maxiprogetto della Colmata, lo scorporo dei due depuratori e l’avvio della pratica per il Lido sono stati votati dall’Ato, che raccoglie tutti i sindaci dell’ex Provincia di Genova e, aspetto non secondario, la procedura ormai avviata scongiurerà le sanzioni comunitarie che sarebbero ricadute anche sui cittadini di Chiavari.

Visto che Di Capua è attorniato da ottimi consulenti legali farebbe meglio a documentarsi su come vengono decisi: le individuazioni dei siti, le progettazioni e le realizzazioni degli impianti consortili per la depurazione delle acque.

Quando Di Capua pretende di portare il depuratore in casa altrui dovrebbe almeno conoscere la normativa dei piani di bacino e sapere che la Piana di Seriallo a Leivi è in zona rossa e dovrebbero essere previste e realizzate insostenibili opere di messa in sicurezza del torrente Lavagna per decine di milioni di euro che graverebbero inevitabilmente sulle tariffe dell’acqua dei cittadini.

Infine, pur rispettando la raccolta firme come strumento democratico, ci dispiace far presente che quello che sembra essere il perno della loro campagna elettorale (non avendo altri argomenti validi da proporre!) è assolutamente inutile.

Di Capua promette infatti ciò che non potrà mai ottenere in quanto nessun ente a nessun livello potrà mai far costruire un impianto in zona rossa o altra zona vincolata.

Questa raccolta risulta essere quindi solo propaganda e chiacchiere.

 

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