Bolkestein: l’incontro Regioni a Roma con l’assessore Scajola

Da Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari Italia, riceviamo e pubblichiamo

Incontro del giorno 16 febbraio 2016 a Roma on il Coordinatore delle Regioni per il Demanio Ass.  Marco Scajola a margine della conferenza degli assessori regionali al demanio.

L’incontro è stato introdotto dall’assessore al demanio della regione Liguria, il dott. Marco Scaiola, che ha evidenziato come, pur tra differenziazioni nelle posizioni delle singole regioni, vi sia una comune volontà di supportare concretamente il comparto balneare, a tal fine sollecitando il governo a formalizzare un nuovo tavolo di confronto, essendo l’interlocuzione con la conferenza delle regioni ferma alla primavera del 2016.
Ritardi che pesano negativamente sull’intero comparto del turismo balneare, in un momento di generale difficoltà dell’economia.
Nel corso dell’incontro hanno preso in successione la parola i rappresentanti delle organizzazioni datoriali, circostanza che ha fatto emergere le differenti posizioni in campo.

Assobalneari Itaia, rappresentato dal Presidente di Assobalneari Abruzzo Avv. Ottavio Di Stanislao, dopo avere ribadito il plauso a quelle regioni come la Liguria (con la proposta di legge regionale secondo il sistema del doppio binario, con una proroga secca per un  minimo di 30 anni) e l’Abruzzo (con la proposta sul c.d. Legittimo affidamento), che si prefiggono di dare una risposta ad un settore che da troppo tempo vive nella più totale incertezza, ha avanzato forti riserve e contrarietà nei confronti della proposta di legge delega presentata dal governo, che così come concepita porta dritti dritti gli stabilimenti balneari alle evidenze pubbliche senza alcuna garanzia sulla durata della proroga minima trentennale per i concessionari attuali.
“Il soffermarsi, come fanno taluni esponenti delle altre organizzazioni di categoria, sugli aspetti squisitamente normativi della proposta di legge delega, fa perdere di vista l’obiettivo finale, impedendo di comprendere che il problema è squisitamente politico”.- ha dichiarato il Presidente Di Stanislao.

“ I differenti quadri normativi tra i vari paesi dell’Unione europea testimoniano differenziazioni e sperequazioni non accettabili, dettati probabilmente dai differenti interessi economici in campo.
Non può trascurarsi, in effetti, che nella penisola iberica sono preponderanti gli interventi economici nordeuropei, riferibili a grandi imprese e gruppi, a carattere oligopolistico” gli fa eco il Presidente di Assobalneari Italia Fabrizio Licordari.
“In ogni caso, il testo del Disegno di legge con delega governativa pecca di genericità su punti salienti, quali  il periodo transitorio (che Assobalneari non accetta come definizione ma bensì ritiene debba trattarsi di Proroga), rispetto al quale l’omissione nell’indicazione di un periodo minimo di 30 anni, potrebbe vanificare anche i successivi decreti delegati che, per avventura dovessero prevederlo. È facile prevedere sul punto una contestazione per “eccesso di delega” che li porrebbero nel nulla.”-

Prosegue il Presidente di Assobalneari Abruzzo.
“In Europa è in atto uno scontro sul terreno dell’economia che viene pagato in primo luogo dalle piccole e medie imprese, scontro che potrebbe portare alla spoliazione delle migliori risorse del nostro paese.
Come puntualmente avvenuto in Grecia, nel silenzio generale, con la cessione a paesi nord europei delle 110 spiagge più pregiate, a seguito del protocollo d’intesa tra il governo Samaras e la cd. Troika, nel 2014
È dei giorni scorsi la notizia della cessione alla Germania dei 14 aereoporti regionali greci, tutti in attivo, con il beneplacito di Bruxelles ed in assenza di qualsiasi gara o evidenza pubblica.” Conclude l’ Avv. Di Stanislao.

Assobalneari Italia Federturismo Confindustria fa sapere che continuerà a confrontarsi con tutte le forze politiche, al fine di verificare concretamente chi si schiererà a favore delle imprese balneari seriamente, con provvedimenti chiari e netti non come si sta cercando di fare credere oggi con questo Ddl, per tutelare un patrimonio del tessuto economico-sociale italiano, che al pari delle altre realtà oggetto di una distorta applicazione della direttiva servizi, quali i porti turistici, le imprese termali, gli operatori portuali,campeggi alberghi, costruttori navali, impianti a fune, commercio ambulante, e adesso anche i taxi,  rischia di soccombere agli interessi “forti” che con una occulta attività di “lobby” riescono a condizionare il quadro normativo europeo.

Advertisement

Ti potrebbero interessare anche: