Pallanuoto/ Mangiante presenta Chiavari Nuoto-Promogest

Dall’ufficio stampa del Chiavari Nuoto riceviamo e pubblichiamo. Di Guido Martinelli

“Se tu mi chiedessi che cosa penso della prossima partita con la Promogest, non saprei che cosa risponderti…”. E’ un Mangiante più realista del re, quello che con la sua Chiavari Nuoto si appresta ad incontrare i sardi di Pettinau.

”E’ una buona squadra, ha un punto più di noi, quindi, più o meno, alla nostra portata; in più giochiamo in casa, abbiamo l’obbligo di sfruttare il fattore campo… ma non conosco la mia squadra…”.

In che senso? “Nel senso che ancoa una volta siamo reduci da una settimana tormentata. Questo non vuole essere un alibi. Tuttavia Barrile è stato male per tre giorni, Tommy Botto ha subito un piccolo infortunio e si sta allenando a parte, Vaccarezza è in giro con la scuola per impegni studenteschi; Giusti non sarà della partita perchè ha subito una giornata di squalifica e Massaro è tornato solo ieri dal ‘collegiale’ con la nazionale… Dunque io vedo la squadra per la prima volta nel suo intero questa sera (venerdi n.d.r.)

Che tipo di reazione ti aspetti alla sconfitta della Crocera? “In primo luogo mi aspetto un miglioramento di concentrazione. A Genova abbiamo letteralmente regalato il risultato finale per dabbennaggine, con errori da principianti, con azioni che ci hanno portato sotto sullo 1-3, poi mai più rimontanto, nonostnate gli sforzi di inseguimento; in secondo luogo mi aspetto che i miei ragazzi tornino immediatamente ad essere umili e lavoratori, cioè quella situazione mentale che ci ha portato a ottenere un’ottima partenza (compresa-anche se sembra strano-la sconfitta di Lavagna), ma che li ha imborghesiti, visto che da quel momento essi sono stati colti da dannosi appagamento e da euforia”.

Chi temi della Promogest? “E’ una bella squadra, costituita da tanti ex liguri, come gli ex soresi Cambiaso e Mugnaini, Vuleta, che a Sori ha trovato consacrazione, e Cavo, nostro ex giocatore e mio ex compagno di squadra. Ma ciò che temo di più siamo noi stessi. E’ una squadra cha attualmente mi appare estranea. Non eravamo partiti così. Tuttavia so che che, se ci siamo con la testa, possiamo riprendere il cammino. Ma i ragazzi me lo devono dimostrare“.