Chiavari: Franco Monteverde racconta la “sua” storia

di Giuseppe Valle

Franco Monteverde, classe 1933, presenta il suo libro “Come sono andate le cose”, sottotitolo Un affresco sulle vicende di una famiglia genovese tra gli ultimi anno del 1800 e il giugno 1960, per l’editore Stefano Termanini.

Roberto Levaggi, Franco Monteverde e Stefano Termanini

Roberto Levaggi, Franco Monteverde e Stefano Termanini

Monteverde era un bambino di otto anni quando a Chiavari, nel palazzo che ospita attualmente il Comune, vide piangere gli uomini rastrellati dai fascisti. Quell’episodio si impresse nella sua memoria come quando vide gli ufficiali che si tagliavano le mostrine dalla divisa. La storia minima, con lo sfondo dei grandi avvenimenti, per recuperare il passato: oggi si parla sempre e solo del presente – dice Monteverde – ma occorre ritrovare quello che è successo, con la freschezza dei ricordi di un bambino e di un giovane.

Monteverde, che proviene dall’area di sinistra, ha conosciuto l’Ammiraglio Luigi Gatti e ne è diventato amico; fra i due c’era stima come accade fra persone perbene. Gatti ha voluto ad ogni costo il porto, sfidando gli avversari politici e ha salvato il fronte mare, nonché l’economia cittadina. Lungimiranza. L’importante sono gli uomini e non le ideologie.

Franco Monteverde

Franco Monteverde

Monteverde è stato assessore al Bilancio nel Comune di Genova e come tale ha indagato sull’azione dei suoi predecessori ( Democrazia Cristiana) e non ha trova nessuna irregolarità. E  quando lo dice si vede che ne è soddisfatto.

Obiettivo di Monteverde infatti è parlare bene delle persone e non parlarne male per alzare l’audience.