Turismo: il pieno di ferragosto e la tesi di Toti

Ieri Giovanni Toti ha detto: “La Liguria è finalmente tornata al centro degli interessi degli italiani, che stanno affollando le nostre spiagge dove è ormai impossibile trovare un lettino e un ombrellone liberi. Questi dati dimostrano che le campagne di comunicazione e in particolare La Mia Liguria hanno funzionato e stanno dando ottimi frutti. E’ evidente che la centralità che la Liguria ha riconquistato nel panorama nazionale funge da traino anche per il settore turistico”. Una dichiarazione che Toti poteva risparmiarsi perché le ragioni che lui esprime possono avere influenzato solo in maniera marginale le scelte dei turisti. Le spiagge sono piene, gli alberghi sono pieni, i ristoranti sono pieni (così come sono tantissime le persone che vivono mangiando in spiaggia una fetta di pizza o un panino imbottito). Tutto pieno più di quanto avvenga in un normale ferragosto. Ma sono piene perché la gente teme, recandosi all’estero, di restare vittima del terrorismo. Ed è presente ignorando i tentativi inconsapevoli di chi afferma che c’è allarme terrorismo; invece di sottolineare, semmai. che c’è prevenzione e che i controlli (e non bonifiche) avvengono proprio per rendere sicuro il territorio.

Forse Toti avrebbe dovuto chiedersi se è possibile fidelizzare, e come, quanti hanno scelto la Liguria. Avere un vero lampo di genio per convincere i turisti a tornate anche quando (speriamo prestissimo) non ci saranno più fatti cruenti in altre località. Domanda che dovrebbe comunque porsi ogni operatore del settore. (m.m.)