Chiavari: “Il Torriglia non è un ente privato, chiediamo chiarezza”

Da Emilio Cervini, capogruppo “Libertà è Partecipazione Chiavari”, riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta alla presidente della Fondazione “Torriglia” di Chiavari

Gentile dottoressa Bersellini,

desidero prima di tutto esprimere a Lei e ai Suoi familiari la mia personale solidarietà e del Movimento ”Libertà è partecipazione” di Chiavari per le drammatiche vicende che Vi hanno di recente colpito.

Da tempo tuttavia desideravo rendere pubbliche alcune mie considerazioni in relazione alla Sua Amministrazione della Fondazione più importante della Città.

Ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi mi obbliga a farlo ora con una certa urgenza.

Sono trascorsi oltre due anni e mezzo dall’ultima (e unica) volta in cui Lei assieme ad alcuni membri del Consiglio di Amministrazione siete intervenuti ad una Commissione Consiliare (peraltro richiesta dalle Minoranze) per informare il Consiglio Comunale circa la gestione della Fondazione Torriglia.

Era l’inizio del Vostro mandato e, sinceramente, avremmo tutti auspicato nel tempo una maggiore informazione e collaborazione. Non va dimenticato che, pur riconoscendoVi la legge piena e completa autonomia e responsabilità, Lei ed altri quattro Consiglieri d’Amministrazione siete stati tuttavia scelti e nominati dal Sindaco di Chiavari ing. Levaggi che in Voi ha riposto la Sua più completa fiducia.

In questo ultimo anno, alcune scelte operate dal Suo C.d.A. hanno creato sconcerto in Città ed anche fra tanti Rappresentanti del Consiglio Comunale preoccupati del cambiamento di immagine e delle peculiarità che sempre hanno connotato la Fondazione Torriglia oggi sempre meno un ricovero di medicità ed assistenza e sempre più simile ad un‘agenzia immobiliare preoccupata di realizzare affari.

Mi ha colpito negativamente una frase da Lei pronunciata e ripresa dal Secolo xix all’inizio di questo anno 2016: “Basta beneficenza: i beni del Torriglia ora devono fruttare!“.

Su tale linea amministrativa da Voi adottata in tante scelte varrebbe la pena confrontarci o comunque fare chiarezza e trasparenza per il bene dell’intera Città perché, non dimentichiamolo, il Torriglia non è patrimonio privato bensì un bene che appartiene alla Città di Chiavari e a tutti i Chiavaresi.

Troppe domande senza risposta e tanti dubbi sulla vicenda, per esempio, dell’ex Camping al mare. I settantamila euro di mancato affitto e causa dello sfratto sono stati recuperati? Sono stati chiesti i danni ai responsabili locali e nazionali? Ed ora che si farà di quell’area? Quali le manifestazioni d’interesse fatte pervenire e quali le Vostre scelte? Come ripeto non può essere solo un “affare vostro”, la città ed il Consiglio Comunale hanno il diritto-dovere di essere informati ed anche al più presto.

Senza tralasciare la futura destinazione dello strategico Palazzo Torriglia in Piazza Mazzini. Che ne sarà? In questi ultimi tempi abbiamo assistito a proposte molto diverse fra loro: il Palazzo della Cultura sognato dal Dott. Gozzi e sposato – a parole – dall’Amministrazione Comunale sembra un vecchio ricordo. E sembrerebbe pure tramontata l’idea-progetto del Palazzo del Gusto avanzata da alcuni imprenditori locali e sostenuta da Ascom e Cisl.

Il criterio della rendita finanziaria può essere in questi casi l’unico utilizzato o devono essere prese in considerazione anche le ricadute sul tessuto economico della città ed il suo sviluppo turistico-culturale?

Ci sono infine due fatti accaduti proprio in questi ultimi mesi che hanno lasciato incredula l’opinione pubblica ed indotto alcuni consiglieri comunali a richiedere le Sue dimissioni.

Ci riferiamo allo scandalo del “Club del biliardo” anche a seguito del Suo comportamento contradditorio e ondivago sulla firma più o meno avvenuta del contratto, da Lei liquidato con un semplice “non ho mentito, non ricordavo”. Possibile che anche tutti gli altri membri del Suo C.d.A. non sapessero? In particolare non sapeva l’Avvocato chiavarese, uomo di fiducia di Levaggi (lo stesso incaricato di seguire l’esposto denuncia contro i consiglieri di minoranza) e non sapeva neppure il “forestiero leghista” nominato dal Sindaco e da lui definito l’uomo giusto per il Torriglia? Troppa confusione e troppi silenzi non fanno altro che intorbidire tutta la vicenda. Vedremo come si pronuncerà la Magistratura.

In ultimo, ma non meno importante, è la variante urbanistica approvata qualche mese fa dal Consiglio Comunale circa la possibilità da parte della Fondazione Torriglia di mettere mano ad interventi edilizi impattanti sulla Collina delle Grazie. Nuovo cemento in vista per realizzare introiti a favore degli anziani del ricovero?

Come vede sono tanti gli argomenti da approfondire e soprattutto tante sono le domande e i dubbi da chiarire.

Per questo Le chiedo la disponibilità a partecipare ad una Commissione Consiliare insieme ai suoi collaboratori. Non si tratta di processare nessuno, ma è necessario rendere sempre più trasparente ciò che comunque è e rimane una pubblica attività.

Inoltrerò nei prossimi giorni, insieme ad altri colleghi della minoranza, la richiesta di convocazione della Commissione Consiliare competente al Sindaco Levaggi che in tutto questo tempo ed in tutte queste vicende ha ritenuto opportuno trincerarsi, come sempre, dietro un “non – so” e “non – compete – a – me”.

Chiavari ha bisogno del suo vero Torriglia ed il Torriglia non può fare a meno della città.

Tutto con la massima trasparenza.

Se ciò non sarà possibile, allora… meglio cambiare aria!

La ringrazio per l’attenzione e nell’augurarLe buon lavoro spero di incontrarLa presto in Commissione.