Santa. Marcello Sorgi ospite della Tigulliana con “Colosseo vendesi”

Testo e foto di Paolo Marchi

Vendere il Colosseo. Una affermazione che, nel paese dove il confine tra fantasia e verità qualche volta si confonde, appartiene sia alla suggestione cinematografica del miglior Totò, sia alla serissima sfera della politica, quella dei piani alti. E che di recente è diventata la traccia di un libro divertente, un po’ amaro, un po’ premonitore e dal titolo eloquente – “Colosseo vendesi (Una storia incredibile ma non troppo), edizioni Bompiani” – scritto da Marcello Sorgi, già direttore de La Stampa e del Tg1, presentato questa sera a Santa Margherita nel salotto della Tigulliana di Marco Delpino.

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Un libro che narra una storia ambientata nel 2017, che fa il verso all’Italia di oggi e ai suoi personaggi. 2017, anno durante il quale per salvare i conti di un paese indebitato fin oltre il collo, un fantomatico economista si inventa la vendita del Colosseo partendo da un articolo sul quotidiano il Vento ripreso poi dalla stampa internazionale. Proposta ripresa dal governo – guidato da il Successore, leader del Partito del No che ha vinto le elezioni battendo il leader del Governo dei Ragazzi – cui alla fine risponde il solito frusciante (e per l’occasione un po’ triste) sceicco. Un storia senza nomi in chiaro, ma dove i soggetti hanno caratteri riconoscibili, facile per il lettore la sovrapposizione con i protagonisti del reale. Tanto facile che – ha raccontato Sorgi durante la serata che ha visto la presenza anche dell’ex ministro Giancarlo Pagliarini – c’è chi, come il direttore di un quotidiano romano, non ha mancato di farsi sentire. “Una parodia dell’oggi” ha sintetizzato Sorgi con un finale … profetico. Presente da cui Sorgi, stuzzicato dalle domande di Fiorella Minervino, non si è tirato indietro – Raggi? “Difficile il suo compito, i problemi di Roma sono incancreniti, ci vorrebbe un grande sussulto di amor proprio”; Trump? “Se vince diventa come Reagan”; Di Maio? “Figura istituzionale, M5s in doppiopetto”. E sul futuro dell’Italia? “Io penso che ce la caveremo”. Possibilmente senza vendere (anche) la Storia.

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Giancarlo Pagliarini, ospite (non casuale) a sorpresa della serata. L’ex ministro leghista (durante il Governo Berlusconi I, 1994) nel 2004 disse che per sanare i conti si sarebbe fatto prima a “vendere il Colosseo”

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