Levanto-Bonassola: il ministro Galletti inaugura il depuratore

Da Saceccav riceviamo e pubblichiamo

Dopo l’inaugurazione di oggi del nuovo impianto di depurazione di Recco, Saceccav raddoppia e inaugura oggi 27 giugno alle 16 il depuratore di Levanto e Bonassola. Anche in questa occasione sarà presente il Ministro dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare on.le Gian Luca Galletti. La Saceccav, società presieduta da Pier Giorgio Romiti,  ha fornito ed installato il cuore dell’impianto e cioè la sezione di trattamento biologico e ultrafiltrazione, una delle tecnologie più innovative per il raggiungimento di una depurazione efficace e a basso impatto ambientale. Saceccav è una società da molti anni attiva nel settore della realizzazione e gestione di impianti industriali per la depurazione delle acque reflue.

Il territorio di Levanto si inserisce in un contesto di alto valore naturalistico poichè rappresenta di fatto la porta d’ingresso al sistema più ampio in cui vengono inclusi il Parco Nazionale e la Riserva

Marina delle Cinque Terre.  La trasformazione del fronte a mare e la sua integrazione con il tessuto urbano rappresentano quindi uno strumento necessario per promuovere l’integrazione della costa con l’entroterra attraverso la valorizzazione e lo sviluppo compatibile dei centri storici e della vallata garantendo la salvaguardia delle risorse ambientali ed economiche. La priorità è preservare l’ambiente marino anche attraverso l’alta qualità dell’effluente a seguito della depurazione così come la tutela della balneazione e l’utilizzo dell’acqua depurata per scopo irriguo.

Saceccav risponde a tali esigenze sia dal punto di vista progettuale che tecnologico. La disponibilità di esigui spazi per l’impianto e la mitigazione dell’impatto, viene affrontata con la riduzione al minimo delle volumetrie fuori terra e l’integrazione dell’impianto in una struttura più ampia, capace di inserirsi nel contesto naturale, sfruttando l’orografia del luogo e riproponendo in forme architettoniche quelle naturali del versante a cui si addossa. Riguardo alla collocazione del complesso che ospita l’impianto si può infatti rilevare come la razionalizzazione della distribuzione dei fabbricati e degli impianti tecnologici, insieme all’utilizzo delle membrane per ultrafiltrazione -una delle più avanzate tecnologie di depurazione-, abbia consentito di ridurre al minimo gli ingombri e conseguentemente di sfruttare al massimo la superficie disponibile.

Dal punto vista dell’impatto visivo, sono state adottate tutte le misure progettuali che consentono il massimo grado di contenimento degli ingombri visivi e delle superfici occupate dall’impianto.

La scheda tecnica

Il depuratore serve Levanto e Bonassola

Il depuratore serve Levanto e Bonassola

 

 

Nella nuova struttura trovano spazio aree esterne ed ambienti destinati a parcheggi pubblici e privati per non gravare sulle zone già adibite a parcheggio pubblico localizzate nella stessa area.

 

L’impianto è caratterizzato da un complesso di opere di costruzione e di ricomposizione del versante concepite con le caratteristiche degli interventi di ingegneria naturalistica. Questa parte del progetto è quella che riveste il ruolo di ricucitura con l’ambiente circostante utilizzando delle forme geomorfe che rimandano a quelle caratteristiche delle curve di livello inserendo, come rivestimenti murari e schermature delle parti vetrate, materiali propri dell’ambiente circostante quali pietra e piante autoctone.

 

Dal punto di vista tecnico, l’impianto di depurazione è basato sull’uso delle membrane per ultrafiltrazione, capaci di garantire un alto livello di protezione dell’ambiente, sia in fase di costruzione che in fase di gestione dell’impianto.

 

L’utilizzo delle membrane infatti, rispetto agli impianti di tipo tradizionale, garantisce un’altissima efficienza depurativa ed il vantaggio di conseguire un notevole risparmio di spazio.

 

La minimizzazione dell’impatto passa anche attraverso l’insonorizzazione e la deodorazione spinta

che l’utilizzo delle più moderne tecnologie impiantistiche, collocate in locali chiusi ed interrati, rende possibile.

 

L’impianto di depurazione, di nuova ed avanzata concezione, depurerà le acque fino ad ottenere

un refluo di altissima qualità. Inoltre, essendo modulare, potrà rispondere in modo flessibile alle esigenze differenziate a seconda del carico insediativo.

 

L’intero edificio sarà realizzato con tecniche capaci di renderlo compatibile con l’ambiente  circostante dando particolare rilievo a tutto quanto riguardi il contenimento energetico e l’utilizzo e

la salvaguardia delle fonti di energia: la volontà è quella di ottimizzare le condizioni di benessere degli ambienti interni e portare ad una riduzione dei consumi energetici attraverso un complesso di

soluzioni tecniche integrate.

 

All’interno di questo complesso di soluzioni possibili, l’attenzione allo sfruttamento di una buona

illuminazione naturale rappresenta una notevole opportunità di risparmio energetico, riducendo la

dipendenza dai consumi per la produzione di luce artificiale. Tutti gli ambienti principali affacciano a sud: sono dunque orientati in modo da permettere l’apporto della radiazione solare nella vita diurna ed una corretta illuminazione naturale degli ambienti sia in estate che in inverno. La tipologia della facciata sud dell’edificio garantisce il controllo del surriscaldamento estivo tramite un sistema di ombreggiamento.

 

Altro elemento caratterizzante, sia dal punto di vista architettonico che della salvaguardia ambientale, è l’utilizzo del tetto giardino. Una delle principali caratteristiche di tale tecnologia è la funzione di equilibrante termico che esso assume, attraverso la sua capacità di trattenere nello strato di terra l’acqua piovana che, evaporando lentamente, impedisce l’eccessivo riscaldamento della copertura in estate e la fuoriuscita del calore dal fabbricato nei mesi invernali.

 

Tali caratteristiche permettono di migliorare il microclima interno ed esterno all’edificio, così come il

drenaggio delle acque superficiali e l’isolamento termico ed acustico, dando inizio, anche all’interno di un sistema più complesso, ad un ciclo virtuoso di risparmio energetico e salvaguardia

ambientale.

I cardini posti alla base della progettazione sono di seguito riassunti:

 

·         la tipologia impiantistica doveva essere adeguata agli incrementi di domanda depurativa  che prevedibilmente si avranno in un sito a forte vocazione turistica come quello servito dall’impianto;

·         la necessità di risorse per l’irrigazione richiedeva la produzione di reflui di alta qualità da destinare al riuso irriguo.

L’adeguamento paesaggistico richiesto dagli uffici competenti della Regione Liguria è stato perseguito utilizzando quelle caratteristiche tecniche richieste in sede di esame di screening: muri

di contenimento rivestiti in pietra locale, piantumazione di arbusti e rampicanti in punti strategici quali ad esempio l’attacco delle nuove murature con la superficie rocciosa dell’esistente, ecc.

 

Le specie vegetali di cui è prevista la piantumazione si dividono in alberi, arbusti, tappezzanti erampicanti o ricadenti che prevedono specie diverse quali Pinus Pinaster e Pinus Pinea per gli alberi; Arbutus unedo, Mirtus Communis, Pistacia lentiscus, Viburnum tinus per gli arbusti mediterranei; Lavandula dentata, Rosmarinus officinalis, Teucrium chamaedrys Nanum per le piante tappezzanti; Hedera helix “Oro di Bogliasco”, Parthenocissus quinquefolia e tricuspidata per

i rampicanti/ricadenti in prossimità dei muri di contenimento. Per la realizzazione del tetto giardino sono invece indicate specie quali il sedum.