Chiavari: un saluto ad Elena Giuffrè

di Giuseppe Valle

Quella con Elena Giuffrè non  è stata proprio un’intervista ma un colloquio a mo’ di commento sull’esperienza chiavarese della moglie dell’attore Aldo Guffrè, tema centrale di questa edizione del Festival della Parola.

Elena Giuffrè

Elena Giuffrè

La signora Elena ha espresso immediatamente che l’accoglienza riservatale dalla città è stata da subito “affettuosa come da parte di persone amiche di lunga data. Ho visto occhi lucidi e voci commosse ricordando Aldo”. Tali manifestazioni sono un grande conforto per questa moglie che trova, nel coltivare il ricordo del marito e dell’attore, il senso della sua vedovanza. Ama osservare che Aldo Giuffrè non è mai stato un divo, non ha mai recito nella vita ma solo sulla scena; non ha frequentato salotti ed è rimasto nel cuore di tante persone per la sua autenticità.

Osserva ancora che oggi viviamo di molta apparenza, di immagini costruite dietro cui spesso si nasconde il vuoto. Racconta con piacere e una punta di orgoglio che talvolta il marito rientrava in anticipa dal suo lavoro e lei domandava il motivodi tale fretta di tornare a casa e si sentiva rispondere: “Sapevo che avevi cucinato pasta e fagioli”. Queste cose semplici sono l’indizio di una grande virtù: l’umiltà.

 

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