Chiavari: grande successo per il”Bisagno” di Marco Gandolfo

di Giuseppe Valle

Cinema Mignon pienissimo alla proiezione pomeridiana del documentario su Aldo Gastaldi “Bisagno” del regista sestrese Marco Gandolfo.

IMG_8752

C’era molta aspettativa per quest’opera, già presentata a Milano, che affronta un tema affascinante ed eroico: la testimonianza di un cristiano nel contesto della guerra. Un combattente alieno dalle lotte partitiche e tenace nel perseguire la verità, quella Verità che ci farà liberi.

Cosa cercare nella vicenda di Bisagno è stato suggerito al regista da Elena Bono – la poetessa già minata nel fisico ma non nello spirito –  le cui parole danno inizio alla proiezione: “Viviamo nel provvisorio, nel relativo, ‘tira a campà’. I santi no. Gli eroi no”.

Anche il nipote di Bisagno – che si chiama anche lui Aldo – sottolinea che la missione del suo grande zio – morto a 23 anni dopo aver insegnato ai suoi uomini ad essere cristiani, partigiani e italiani – non è ancora finita e questo è solo l’inizio.

Aldo Gastaldoi e Marco Gandolfo

Aldo Gastaldi e Marco Gandolfo

In un’Italia che sembra vivere di corruzione e menzogne, la figura di Bisagno ci suggerisce che è possibile, appoggiandosi davvero in Dio, vivere di onestà e purezza. Tutto questo gli uomini al comando di Gastaldi lo avvertivano con chiarezza ed erano pronti a tutto per il loro capo. Ancor oggi i sopravvissuti si commuovono parlando di quell’uomo sì straordinario ma più simile ad un padre che ad un mito.

Il pieno di pubblico si è ripetuto ancor più nella proiezione serale delle ore 21, presente il sindaco Roberto Levaggi.

Marco Gandolfo, Roberto Levaggi ed Enrico Rovegno

Marco Gandolfo, Roberto Levaggi ed Enrico Rovegno

L’applauso che è scoppiato alla fine, durato parecchi minuti, ha sancito il gradimento degli spettatori, la commozione ed il coinvolgimento per un regalo che è stato fatto alla città.

Marco gandolfo ha concluso dicendo che Chiavari è un po’ come Nazareth perché è stata visitata da due personalità eccezionali volute dall’Alto: Aldo gastaldi ed Elena Bono.