Depuratore: Mario Chella replica a Marco Doria (che ripete ciò che dice il Pd)

Da Mario Chella, onorevole Pci, già sindaco di Sestri Levante riceviamo e pubblichiamo

Con una lettera al Secolo XIX pubblicata domenica 11 ottobre , il Sindaco Doria vuole convincere gli abitanti del Tigullio che “la pulizia delle acque oltre che un impegno di rispetto dell’ambiente in cui viviamo è un contributo alla nostra economia basata sul turismo”.

Il Sindaco Metropolitano può stare tranquillo: gli abitanti, i Sindaci e gli imprenditori del Tigullio sanno bene che il turismo in questa parte della Liguria, a differenza di Genova, è fondamentalmente un turismo balneare e ambientalista nonché la sua essenziale risorsa economica. Ma gli insegnamenti del prof.Doria non finiscono qui. Vuole anche convincere la gente che abita sulle due sponde dell’Entella che la “colmatina” a Lavagna non si può fare perché costerebbe troppo e interesserebbe una zona esondabile. Anche su ciò il Sindaco Metropolitano può stare tranquillo. La proposta della “colmatina” era stata pervicacemente avanzata, oltre un anno or sono, dall’allora Assessore regionale Paita e bene accolta dagli allora Amministratori di Lavagna. La popolazione di Lavagna assieme a tanta altra gente di buon senso si è mobilitata e con un democratico voto popolare ha spazzato via quegli Amministratori.

Resta infine il suo ultimo insegnamento suggeritogli dal PD genovese e tigullino: la scelta più conveniente è quella di un solo impianto di depurazione capace di ricevere i liquami di un comprensorio di 210.000 abitanti equivalenti da collocarsi sulla colmata di Chiavari.

Forse per tranquillizzare i cittadini di Chiavari, il Sindaco Doria testimonia che la scelta è stata fatta da “tecnici terzi”. Già! Peccato però che questi  “tecnici terzi” (Industria e Ambiente S.r.l.) scrivono a pag. 1 delle loro valutazioni  tecnico economiche: “si precisa che gli scenari presi in considerazione sono solo quelli contenuti nella studio di fattibilità prodotto da Mediterranea delle Acque” ( cioè da IREN).

Guarda caso, nei tre scenari presi in considerazione da IREN manca proprio lo scenario proposto da tanti Sindaci del Tigullio: lo scenario dei due depuratori di Vallata (Val Petronio e Valle dell’Entella). Nò!  Cercate pure. Nello studio di questi “tecnici terzi” quello scenario proprio non c’è!  Il Sindaco Metropolitano si è adeguato al gioco dei tre scenari che tanto assomiglia al gioco delle tre carte inventato per confondere i più sprovveduti. Gioco delle tre carte i cui suggeritori sono pochi furbetti del PD (Valentina Ghio Sindaco di Sestri Levante, il Consigliere regionale del PD nonché segretario di Federazione del Tigullio Luca Garibaldi ed alcuni esponenti del PD genovese). Ad essi si è aggiunto il consigliere regionale Claudio Muzio di Forza Italia. A tutti costoro interessa non tanto un ragionamento sul bacino idrografico quanto un discorso sul bacino elettorale. Peraltro, si tratterebbe di mettere a rischio tuttalpiù una manciata di voti in Val Petronio (più precisamente a Sestri Levante e a Riva Trigoso).Per non rischiare ciò, non si esita a far realizzare, a spese dei cittadini, una condotta a mare da Sestri Levante a Chiavari del costo minimo di 12 milioni di euro (pari al costo di un nuovo depuratore!) e tale, in caso di rottura e sversamento di liquami, da mettere a repentaglio l’immagine e le stagioni turistiche dell’intero Tigullio. I furbetti del PD sono  così furbetti che non si rendono neppure conto che, con la loro presa di posizione, perderanno, nel Tigullio, ulteriori voti nelle prossime elezioni amministrative, così come è già accaduto a Lavagna.

Se è vero, come è possibile dimostrare, che la soluzione tecnica-economica meno costosa e più sicura per l’economia turistica del Tigullio è quella dei due depuratori di vallata, è anche vero che si devono trovare due aree idonee ad accoglierli. La ricerca delle due aree è indubbiamente facilitata dal fatto che l’estensione di ciascuna risulterebbe ben più contenuta dell’estensione di una sola area destinata ad accogliere un depuratore unico. Il depuratore della Vallata dell’Entella non dovrebbe comunque essere collocato nella Colmata di Chiavari che rappresenta una risorsa unica e indispensabile per lo sviluppo economico  e civile della città capoluogo del Tigullio. Qualunque cosa dicano il Prof.Doria e i furbetti del PD, è certo che collocare in anteprima un depuratore in quell’area ne pregiudicherebbe irreparabilmente le potenzialità di sviluppo.

Mentre a Sestri Levante le aree idonee sono almeno tre o quattro, a Chiavari o a Lavagna la scelta è più difficile ma non più procastinabile. I due Sindaci con le loro maggioranze consiliari devono decidere in fretta . Lo devono non solo ai loro elettori ma a tutti i cittadini del Tigullio.

Passiamo ora dai commenti politici alle considerazioni tecniche, utilizzando solo i dati di IREN e di Industria e Ambiente S.r.l.

E’ opportuno innanzi tutto rilevare che nelle valutazioni tecnico-economiche di I.A. S.r.l. sta scritto, a pag.13, che “sulla base dell’esperienza degli scriventi è possibile individuare i seguenti scaglioni di costo: da 10.000 a 30.000 ab.eq. costo impianto 250 euro per ab.eq.; da 30.000 a 60.000 ab.eq. costo impianto 230 euro per ab.eq.; da 60.000 a 100.000 ab.eq. costo impianto 205 euro per ab.eq.; da 100.000 a 250.000 ab.eq. costo impianto 180 euro per ab.eq.”

Come è arcinoto gli scenari presi in considerazione sono tre.

Primo scenario: (chiamato “della massima frammentazione”): tratta di 4 impianti distinti:

  1. A) Val Petronio (Castiglione, Casarza, Sestri Levante).

Si tratta di un impianto capace di 70.000 abitanti equivalenti. Costo dell’impianto secondo IREN: 17,5 milioni di euro pari a 250 euro per abitante equivalente. Secondo i tecnici di I.A. (vedi pag.21 delle loro valutazioni tecniche-economiche,prime due righe e pag.22, prime tre righe) si tratta di costi gonfiati sia per quanto riguarda il numero di abitanti equivalenti che sarebbero 64.000 invece di 70.000 sia per quanto riguarda il costo per abitante equivalente che (vedi pag.13) sarebbe di 205 euro invece di 250 euro. Considerando che l’intera popolazione residente della Val Petronio è di circa 27.000 abitanti e che Casarza e Castiglione sono ben lontani dal raddoppiare la popolazione nel periodo estivo, si può dedurre che 64.000 abitanti equivalenti , indicati da I.A., sia la cifra più vicina al fabbisogno reale. Il costo reale del nuovo impianto di depurazione  sarebbe dunque di 13,1 milioni di euro (64.000 ab. eq.per 205 euro per ab.eq.)  Ciò significa che IREN ha gonfiato di ben 4,40 milioni di euro il costo dell’impianto di depurazione della Val Petronio, come lascia chiaramente intendere  Industria e Ambiente S.r.l.    Tuttavia I.A. accetta un compromesso con IREN e accoglie per buoni i 70.000 ab.eq. Però al costo di 205 euro per abitante equivalente per un totale di 14,35 milioni di euro. Resterebbe comunque un sovracosto di IREN pari a 3,15 milioni di euro.

  1. B) Lavagna, Cogorno e Né

Si tratta di un impianto capace di 40.000 abitanti equivalenti (ipotesi Atzwanger-IREN)  oppure di un impianto di depurazione comprendente anche Carasco, capace di 55.000 abitanti equivalenti (ipotesi I.A.). Costo dell’ipotesi I.A. è di 12,65 milioni di euro pari a 230 euro per ab.eq.

  1. C) Chiavari da solo

Si tratta di un impianto, da realizzarsi a Preli, capace di 65.000 abitanti equivalenti del costo di 13,32 milioni di euro pari a 205 euro per abitante equivalente.

  1. D) Val Fontanabuona.

Si tratta di un impianto capace di raccogliere i liquami della sola bassa Fontanabuona, da Moconesi in giù, capace di 25.000 abitanti equivalenti. Costo:  6,25 milioni di euro pari a 250 euro per abitante equivalente.Non si indica alcuna area dove collocarlo.

Il costo reale complessivo dei 4 impianti sarebbe dunque di 45,32 milioni di euro (13,10+12,65+13,32+6,25) e non di 49,7 milioni di euro come ipotizzato da IREN e neppure di 46,57 milioni di euro  come ipotizzato da I.A. (vedi tab. a pag.21 delle valutazioni tecnico-economiche di I.A. S.r.l.)

Secondo scenario :

Realizzazione di due impianti

  1. Chiavari separato . Si tratta di un nuovo impianto capace di 65.000 abitanti, da realizzarsi a Preli. Del costo di 13,32 milioni di euro pari a 205 euro per ab.eq.
  2. Impianto intercomunale per Val Petronio, Lavagna,Cogorno ,Né e Val Fontanabuona capace di 140.000 ab.eq. Da realizzarsi a Lavagna. Secondo i tecnici di I.A. il costo sarebbe di 25,20 milioni di euro pari a 180 euro per ab.eq.   Chissà perché IREN, anche in questo caso, cambia le cifre: parla di 120.000 ab.eq. anziché di 140.000 ab.eq. e valuta un costo pari a 158 euro per ab.eq.anzichè di 180 euro ab.eq. per cui il costo dell’ impianto diventa, per IREN,pari a 18,96 milioni di euro anziché di 25,2 milioni di euro così come valutato da I.A.. IREN si presenta con un sottocosto ingiustificato di poco più di 6 milioni di euro. Tale incongruità è fatta rilevare da I.A.(pag.27 delle sue valutazioni tecnico-economiche) ed è ancora una volta rivelatrice del fatto che per IREN gli impianti di depurazione costano meno ovunque, fuorchè a Sestri Levante (Val Petronio). Il costo totale dei due impianti sarebbe dunque, per IREN, pari a 32,50 milioni di euro, mentre il costo stimato da I.A. sarebbe di 38,52 milioni di euro

Terzo scenario:

Impianto unico sulla colmata di Chiavari,comprendente Val Petronio,Lavagna,Chiavari, Cogorno, Né e la Vallata dell’Entella fino a Moconesi, capace di 210.000 ab.eq. pari a 180 euro per ab.eq. Costo del terzo scenario 37,80 milioni di euro.

 

Come si vede nei tre scenari previsti da IREN e accolti da Industria e Ambiente S.r.l .non esiste lo scenario delle due vallate, Val Petronio e Valle dell’Entella.  Mentre  i furbetti del PD vorrebbero far credere che questo scenario sia stato preso in considerazione e lo affermano anche in un loro recente volantino.

E’ possibile fare ciò che IREN e I.A. non si sono azzardati a fare per non incorrere nelle ire del PD? Proviamo, dunque, a capire il costo di un “quarto scenario”, quello delle due vallate separate servite da due diversi depuratori .

Come abbiamo già visto, il costo di impianto di depurazione unico sulla colmata di Chiavari, della capacità di 210.000 ab.eq., è di 37,80 milioni di euro.

Proviamo invece a scorporare i due impianti di vallata (Val Petronio e Valle dell’Entella):

  1. Il costo dell’impianto di depurazione della Val Petronio della capacità di 64.000 ab.eq. è di 13,12 milioni di euro, pari a 205 euro per ab.eq. Ciò secondo le valutazioni di Industria e Ambiente S.r.l.
  2. Il costo di un impianto di depurazione, in area da definirsi, a Chiavari o a Lavagna, della capacità di 140.000 ab.eq. (che sono gli ab.eq. di Chiavari, Lavagna,Cogorno,Né, Carasco e bassa Fontanabuona) è di 25,20 milioni di euro pari a 180 euro per ab.eq. Cifre che si possono facilmente dedurre dalle valutazioni tecnico-economiche di Industria e Ambiente S.r.l.

Come si vede, il costo dei due impianti di vallata è di (25,20 + 13,12) pari a 38,32 milioni di euro. Vale a dire che il  costo  dei due impianti di vallata supera di soli 0,5 milioni di euro il costo dell’impianto unico di Chiavari-colmata che è di 37,80 milioni di euro. Ciò mentre i furbetti del PD hanno scritto nel loro volantino che il risparmio sarebbe di ben 14 milioni di euro.

Ovviamente, al costo puro e semplice degli impianti di depurazione devono essere aggiunti i costi: 1) delle condotte fognarie; 2) delle stazioni di pompaggio; 3) dei costi di acquisto delle aree; 4) delle opere di sistemazione delle aree stesse.

Per l’impianto a servizio della Val Petronio, le nuove condotte fognarie e le 4 nuove stazioni di pompaggio ipotizzate da IREN e I.A. da Castiglione Chiavarese e Casarza sino a Sestri Levante- piazza Bo, devono comunque essere realizzate sia nell’ipotesi dell’impianto di vallata sia nell’ipotesi dell’impianto unico a Chiavari.

Però attenzione ! Nel caso dell’impianto unico a Chiavari i liquami della Val Petronio devono essere trasferiti da Sestri  a Chiavari. Per fare ciò sono possibili due soluzioni:

1) una nuova condotta DN 600 via terra (praticamente lungo l’Aurelia) lunga circa 8 chilometri del costo di 5,45 milioni di euro (vedi tab.a pag.34 delle valutazioni tecnico-economiche di I.A. S.r.l.).Tale condotta dovrebbe essere integrata con 3 nuove stazioni di sollevamento (non calcolando le 4 stazioni di sollevamento Val Petronio-Sestri Levante che, come già detto, devono comunque essere realizzate anche nel caso dei due impianti di depurazione separati) del costo di 1,5 milioni di euro. Il totale dell’investimento sarebbe dunque di circa 7 milioni di euro ( vedi pag.33 e tab.a pag.34 delle valutazioni tecnico-economiche di I.A. S.r.l.) .  I furbetti del PD dicono che non serve una nuova condotta e che si possono utilizzare le condotte esistenti da Cavi sino a Lavagna.

2) condotta sottomarina tra Sestri Levante e l’impianto di Chiavari.

Tale soluzione è preferita da IREN perché presenterebbe diversi vantaggi: minor numero di stazioni di sollevamento con conseguenti minori costi di gestione; minori rischi di disservizio; migliori possibilità di monitoraggio.E noi potremmo aggiungere: senza i lunghi tempi di scavo sulla via Aurelia con i conseguenti ostacoli alla viabilità e senza i pericoli di rotture accidentali di reti di servizio preesistenti.

Inoltre, secondo IREN, il rischio di sversamento dei liquami in mare è simile al percorso via terra.

Secondo IREN la condotta sottomarina deve essere una doppia condotta in PEAD (plastica robusta) ciascuna del diametro DN 630 mm.lunga circa 8 chilometri che, con la posa in opera, avrebbe un costo di 1500 euro al metro per un totale di circa 12 milioni di euro (stima di IREN e I.A.: vedi pag.36) . La stima di IREN si riferisce ad una doppia condotta Sestri Levante-colmatina di Lavagna di una lunghezza pari a 7300 metri. Se il punto di arrivo dovesse essere invece la colmata di Chiavari, il conto deve essere maggiorato di circa 700 metri. In tal caso il costo della condotta da Sestri a Chiavari diventa appunto di 12 milioni di euro. Al costo di tale condotta dovrà poi essere aggiunto il costo di altre stazioni di pompaggio, oltre a quella di Sestri piazza Bo. Negli studi di IREN e I.A. non si capisce né il numero né il costo delle ulteriori stazioni di pompaggio perché, come al solito, il tutto viene confuso in una ridda di cifre e di tabelle. Si potrebbe tuttavia ragionevolmente ipotizzare che le stazioni di pompaggio potrebbero ridursi a 2, di cui una sicuramente alla foce dell’Entella. Per cui il costo di collettamento dei liquami da Sestri a Chiavari potrebbe anche superare i 13 milioni di euro.

Potremmo chiederci a questo punto perché IREN propone una doppia condotta sottomarina in PEAD. Credo che la risposta sia semplice: IREN dà per scontato che una condotta si possa rompere, nel qual caso i liquami,dopo un inevitabile sversamento in mare, verrebbero immessi nella condotta indenne. E se si rompessero ambedue ?  Evidentemente IREN avrà fatto un calcolo di probabilità.

Per concludere .   Se si realizzasse  un impianto unico sulla colmata di Chiavari del costo di 37,80 milioni di euro, a tale cifra devono essere aggiunti i costi del collettamento dei liquami da Sestri a Chiavari.  Il costo della condotta sottomarina, ipotesi preferita da IREN, è di circa 13 milioni di euro. In tal modo, il costo dell’impianto unico di comprensorio diventa pari a 50,80 milioni di euro . Vale a dire che il costo dell’impianto unico di comprensorio sommato ai costi di collettamento dei liquami da Sestri a Chiavari supera di 12,48 milioni di euro il costo dei due impianti di vallata (50,80-38,32 = 12,48).

 

Non abbiamo considerato i costi di acquisto e sistemazione delle aree destinate agli impianti di depurazione.

Come si vede, ciò che fa saltare i conti del depuratore unico rispetto al costo dei due depuratori di vallata è, proprio il costo di collettamento dei liquami da Sestri a Chiavari ! La stessa cosa avverrebbe, sia pure in minor misura, anche nel caso di una condotta via terra.

Infine, per la precisione e la verità dei conti, si deve considerare che due separati impianti di depurazione richiedono una condotta a mare ciascuno (per riversare a mare le acque di depurazione). Poiché il costo di una condotta a mare, secondo IREN e  I.A.,sarebbe di ben 5 milioni di euro, si può dedurre che il risparmio effettivo dei due impianti di vallata scenderebbe dai 12,48 milioni di euro a 7,48 milioni di euro. Infatti al risparmio di 12,48 milioni di euro dei due impianti di vallata, deve essere detratto il costo di 5 milioni di euro  di una condotta a mare in più rispetto al depuratore unico di comprensorio.

In estrema sintesi : due impianti separati Sestri-Val Petronio e Chiavari-Valle Entella consentirebbero un risparmio di oltre 7 milioni di euro rispetto all’impianto unico sulla Colmata di Chiavari.  Inoltre, si eviterebbe di mettere in pericolo le stagioni turistiche del Tigullio che sono la fondamentale risorsa economica del Tigullio.

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