Santa, Pastorino sul progetto del porto: no ad accelerazioni nel periodo elettorale (3)

di Paolo Marchi

Durante la visita di Luca Pastorino, candidato alla presidenza della Regione Liguria per Reta a Sinistra, sono stati affrontati alcuni temi caldi relativi al territorio del Tigullio.

Porto di Santa Margherita Ligure
Sull’operazione relativa al porto di Santa Margherita, Luca Pastorino ha chiesto cautela: ci sono problemi di natura ambientale e di comprensione dei confini della presenza del privato. E anche di tempi, ha sottolineato, augurandosi che i preoccupati segnali di accelerazione delle pratiche che gli sono giunti in questo periodo elettorale non abbiano seguito “perché questa non è una operazione banale per Santa” il cui territorio necessita di “uno sviluppo sostenibile”. Sul tema, ha detto Pastorino, porteremo delle proposte in concerto con i cittadini di sammargheritesi.

Depuratori
Sulla questione dei depuratori – che riempie le cronache del Tigullio da decenni – Pastorino, ricordando la sua esperienza da sindaco di Bogliasco (comune che si serve del depuratore di Quinto) ha detto che crede alla soluzione dei depuratori consortili – come prevede la soluzione di Recco – perché dove c’è un percorso condiviso e ragionato e dove si fa sistema si ottengono i risultati migliori. Un modello da utilizzare anche per il travagliato depuratore di Lavagna.

Trasporti
Pastorino ha detto di voler puntare decisamente sul servizio pubblico perché la Liguria è una regione geograficamente particolare. Non bisogna privatizzare le aziende del trasporto pubblico per forza, ha sottolineato, affermando che è “un errore non fare la gara unica ferro-gomma perché occorre una visione integrata del trasporto”.

Investimenti e progetti privati e territorio
Non è mancata, infine, una battuta sulla questione più ampia legata agli investimenti di privati sul territorio del Tigullio occidentale, come il porto di Santa e l’impianto natatorio del Poggiolino di Rapallo. “Non sono uno che dice no alle cose sia chiaro”, ha detto Pastorino, ma la presenza del privato deve essere capita, non ci devono essere speculazioni e ci devono essere utilità e sviluppo del territorio. Ciò che non va bene, ha tenuto ha precisare Pastorino, è il modello che prevede edificazione e cementificazione quale soluzione ai problemi dell’economia. Il territorio non ha bisogno di questo, ha concluso, è inutile parlare di gronda se poi il territorio frana e se le opere, come ad esempio quelle sul Fereggiano, non vengono fatte.