Chiavari: petizione per salvare il fiume Entella

di Giuseppe Valle

Questa mattina si sono riuniti – come opposizione trasversale – vari rappresentanti di associazioni, singoli consiglieri, privati cittadini per firmare una petizione rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui si chiedono provvedimenti per mitigare il rischio idrogeologico e infrastrutture sul bacino dell’Entella.

IMG_3789

Un intervento urgente è quello di provvedere a rimuovere il deposito di sabbia (stimato nel settembre 2011 in 300.000 metri cubi), come previsto dal Piano di Tutela Marino Costiero vigente che ha ridotto la foce ad un lago il cui livello cresce, anche in assenza di piogge. La Regione ha invece fatto suo il progetto, ereditato dalla Provincia, di cementificazione delle sponde. La stessa Università di Genova (Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita) ha evidenziato l’assurdità di progetti che comprometterebbero in modo irreversibile il nostro territorio.

I rappresentati di partecip@ttiva, ed anche il Comitato di Fiume, Il Bandolo, Movimento per Lavagna hanno programmato delle raccolte firme per coinvolgere le popolazioni che dal fiume si aspettano che diventi una realtà viva e produttiva, come hanno sottolineato Giorgio Canepa, Getto Viarengo ed Emilio Cervini.

IMG_3790   IMG_3793  IMG_3795

IMG_3798   IMG_3800  IMG_3796

Il testo della petizione firmata

Oggetto: Mitigazione rischio idrogeologico ed infrastrutture sul bacino dell’Entella (Ge)

Gentile Presidente della Repubblica,

La mitigazione del rischio idrogeologico è con buona ragione fra i temi più dibattuti delle agende politiche, per quanto il caso che le sottoponiamo evidenzi modalità del tutto inadeguate di approccio.
Ci riferiamo agli interventi programmati sul fiume Entella, che sfocia tra le città di Chiavari e Lavagna (ex prov. Ge). Alla brevità della lunghezza di tale corso d’acqua (6 Km), si contrappone il ben più ampio bacino che fa capo ai torrenti tributari del Lavagna, dello Sturla e del Graveglia.
Il progetto in questione, che i nostri Amministratori vogliono far partire a tutti costi, con l’unica eccezione dell’attuale sindaco di Lavagna, del quale è già stato finanziato il primo lotto con Delibera della ex Provincia di Genova n. 123 del 18/11/2013, prevede l’innalzamento di imponenti difese spondali (h mt 4,20 slm e larghezza alla base di mt 12,00) a partire dalla foce fino al Ponte della Maddalena (circa 1 Km verso monte). Si prevede poi, nell’ambito del progetto complessivo, di
proseguire con l’innalzamento di tali difese per tutto il corso del fiume, attraversando l’intera piana alluvionale dell’Entella. Tale intervento giustifica, inoltre, la programmazione di nuovi sviluppi urbanistici, che prevedono anche nuove strade di scorrimento veloce in prossimità degli argini del fiume.
In altre parole l’esatto contrario di quanto dovrebbe essere fatto, come anche i recenti eventi alluvionali hanno evidenziato. Il metodo che si vuole seguire, rettamente ingegneristico, nei contesti in cui è stato applicato, si è rivelato non idoneo alla prevenzione del rischio, ma spesso ha peggiorato le condizioni di partenza proprio perché non tiene conto di indicazioni che possono derivare in modo più compiuto solo da uno studio pluridisciplinare.
Tutto questo a scapito di ciò che la stessa normativa regionale prevede ed in primo luogo, quindi, la rimozione del cuneo sabbioso sommerso alla foce del fiume, intervento più semplice e meno costoso. La costituzione di tale deposito sabbioso ha come causa principale il porto di Lavagna, d’impedimento all’azione del mare di depositare in modo naturale tali sedimenti sulla spiaggia di Lavagna, come avveniva prima della sua costruzione. Proprio tale cuneo sabbioso è risultato, in questi anni, una concausa nelle seppure limitate esondazioni del fiume.
Tale rimozione dovrebbe essere effettuata cominciando dalla parte più esterna verso mare, per poi procedere fino ad interessare la barra fociva che, nelle stagioni di secca, restringe quasi completamente lo sbocco del fiume. Questo è quanto prevede anche il Piano di Tutela Marino Costiero vigente, documento, quindi, della stessa Regione Liguria, che, nella relazione di paraggio relativa alla foce dell’Entella, datata Settembre 2011, stimava, in allora, la consistenza di tale deposito in ben m3 300.000.
Tuttavia, è proprio la Regione Liguria, raccolto il testimone della ex Provincia di Genova, fra i promotori delle difese spondali, sebbene la gente non le voglia. Le ulteriori impermeabilizzazioni di terreni previste devasterebbero una delle piane agricole più fertili del nostro territorio, che è anche un Sic (sito di interesse comunitario) ed un’oasi faunistica.
A Lavagna, dove ci sono state le elezioni amministrative la scorsa primavera, uno degli argomenti più dibattuti è stato proprio quello relativo alle difese spondali. È da ritenersi con fondatezza che, un contributo determinante all’affermazione del vincitore della competizione sul favorito della vigilia, sia dipesa dall’aver espresso pubblicamente la sua contrarietà a tali opere.
La stessa Università di Genova (Distav: DIpartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita) ha evidenziato, in più occasioni, l’assurdità di tali progetti, che comprometterebbero in maniera irreversibile il nostro territorio.
Con piena fiducia nel Suo autorevole intervento, saremo lieti, se lo riterrà, di esporre con maggiori dettagli le argomentazioni riassunte con la presente lettera, ringraziandola fin d’ora per il suo contributo in merito.

Advertisement

Ti potrebbero interessare anche: