Rapallo e Santa: tanto il lavoro da fare per migliorare il livello dei servizi igienici pubblici

Testo e foto di Paolo Marchi

Mettiamola così: se i bagni pubblici di Rapallo e Santa fossero all’altezza dei territori che, per loro particolare ambito, rappresentano sarebbero certamente migliori di come oggi si mostrano. Questo il giudizio in sintesi di quanto emerso visitando le strutture pubbliche delle due città: a Rapallo i servizi di Santa Maria, piazza IV novembre, stazione (piazza Molfino), San Francesco e parchi Canessa, De Martino e Biancaneve; a Santa i servizi di via Maragliano, porto, sotto il castello (passeggiata a mare), via Don Minzoni (dietro la chiesa), piazza Martiri delle Libertà (rotonda, nei pressi della fermata autobus). Visita svoltasi sabato 17 gennaio, un giorno non a caso – tempo freddino e fastidiosamente ventoso, poca gente in giro, pochissimi i turisti, dunque poca pressione complessiva sulle strutture – per rendersi conto della situazione. Visita svolta nelle strutture della due città – le cui strade i rispettivi giovani sindaci vogliono giustamente accostare – per farsi una idea più larga possibile, senza la volontà di arrivare a stilare inutili classifiche. Perché lavoro, al di qua come al di là della Pagana, ce ne sarebbe da fare. Sulle strutture certo, ma anche (e più difficile) sull’impervio muro di tante ruvide ed irriguardose (in)coscienze. E sulle idee perché è evidente che in questi luoghi non bastano muratori, idraulici e tappulli.

Non che non ci siano differenze, che si vedono e annusano, e che fanno dire che Santa presenta una situazione leggermente migliore: perché non ci sono strutture stabilmente chiuse; perché in un paio di casi sono presidiate e, complessivamente, un po’ meglio curate; e, ancora, perché sono segnalate in modo leggermente più evidente. Anche se – va detto – nessuna delle strutture visitate è apparsa totalmente abbandonata.

Su Rapallo pesano la chiusura dei servizi igienici in piazza San Francesco (di indiscutibile valenza turistica) che mostrano un cartello – galeotto, sembra fresco – ben evidente, ma il cui ingresso oggi è ostruito dalle auto; e di quelli di Santa Maria, situati in luogo defilato, vespasiani nati in funzione del capolinea dei bus, rinnovati da qualche anno ed il cui display di servizio – acceso – tradisce anche le più irrinunciabili aspettative di un liberatorio sospiro di sollievo (per fortuna il verde intorno non manca). Pesante la situazione trovata ai bagni dei giardini del parco De Martino che certo vivono una pressione insostenibile (considerando l’afflusso di persone in quel ristretto, libero spazio di verde e cemento), ma che abbiamo trovato sporchi e maleodoranti, inseriti in un contesto non certo al meglio delle condizioni possibili.

Rapallo - San Francesco

Rapallo – San Francesco

Rapallo - Santa Maria

Rapallo – Santa Maria

Rapallo - De Martino

Rapallo – De Martino

La tecnologia non sempre aiuta: i servizi situati a Santa Margherita nei pressi della rotonda all’ingresso della città – in acciaio – peccano per il fatto che lo scarico dell’acqua non era funzionante, con conseguenze (censurate) facilmente immaginabili. Peccato anche per i (recenti) servizi igienici in porto a Santa chiusi – che ci dicono essere disponibili d’estate – dove campeggia un bel cartello, con tanto di stemma comunale e orari di apertura.

Santa - Rotonda

Santa – Rotonda

Santa - porto

Santa – porto

Scritte, tante, stupide e inutili scritte campeggiano in molti (non tutti) i servizi visitati, in particolare in quelli dei giardini Biancaneve (Parco Casale) di Rapallo dove è stata danneggiata anche la maniglia di una porta; meno, ma sempre troppe, quelle in stazione a Rapallo (dove, da una finestrella di areazione, entrano, non invitati, i rami di una pianta) e nei dimessi servizi di via Maragliano a Santa. Olfatto sollecitato in mote delle strutture visitate, in particolar modo nei bagni dei giardini di piazza IV novembre a Rapallo (che si sono presentati con un non certo invitante strascico d’acqua esterno, prodotto di una pulizia avvenuta da poco, dunque meglio all’interno – a fiato sospeso – che visti da fuori) che trovammo in condizioni migliori in una visita di qualche mese fa quando (peraltro) il bagno per i portatori di handicap era aperto. Un paio le perdite d’acqua rilevate: nei lavandini dei bagni sotto il castello in passeggiata a mare a Santa ed in stazione a Rapallo. La chiusura dei giardini Canessa in pieno centro a Rapallo ha permesso solo di rubare una fotografia ai servizi, anche in questo caso appena lavati: servizi critici questi, in crisi quando sono messi sotto pressione dall’utenza e dal caldo umido nei mesi d’estate.

Rapallo - Biancaneve

Rapallo – Biancaneve

Rapallo - Stazione

Rapallo – Stazione

Santa - Maragliano

Santa – Maragliano

Rapallo - IV Novembre

Rapallo – IV Novembre

Santa - Passeggiata

Santa – Passeggiata

Rapallo - Canessa

Rapallo – Canessa

E’ evidente che il problema è generalizzato e riguarda questa come tante strutture pubbliche. Se gli investimenti in questo settore certamente non appaiono esaltanti, è la mancanza di un presidio costante la pecca peggiore. Non a caso la sensazione di disagio che normalmente si vive accedendo a luoghi è mitigata in posti come i servizi “interrati” in passeggiata e in via Don Minzoni a Santa, che abbiamo trovato scoperti ma che tutti sanno essere presidiati. Questi ultimi, in particolare, accolgono il bisognoso (anche con un handicap) con tanto di musica, statuettina in plastica della Madonna, qualche poster promozionale della città – per non dimenticare dove ci si trova – ed il nome ed il numero di cellulare del custode bene in vista. Non certo il grand’hotel, non certo i servizi igienici che troviamo in certe città fuori d’Italia dove il Pubblico sa ancora come coniugarsi con il Bello, mentre da noi, lungo la penisola, in troppi casi appare sensibilità ampiamente perduta. Ma lì almeno un po’ di calore, presenza, attenzione, cura e civiltà si percepiscono. Servizio e rispetto appaiono così evidenti che chi ne usufruisce non può non sentirsi in dovere di restituire quanto offerto con tangibile riconoscimento (che magari costa meno di un caffè), andateci per capire che qui un cenno di soluzione al problema è già stata trovata. Presidiare al meglio quei luoghi – dice Marco Delpino – mettendoli in un più ampio programma di cura della città contribuirebbe a migliorarne l’immagine e a dare un po’ di lavoro a chi ne ha bisogno. Già. Occorrono idee nuove anche per questi luoghi che sembrano esistere solo quando se ne sente il bisogno: perché è facile, ma alla fine talvolta inutile, pensare che il lavoro sia finito con una bella inaugurazione. Più complesso è gestire, curare, mantenere. Magari coinvolgendo privati, associazioni e comitati di quartiere. Sinergie qualcuno direbbe. A Rapallo come a Santa i soggetti certo non mancano.

Santa - Don Minzoni

Santa – Don Minzoni

Santa - Don Minzoni

Santa – Don Minzoni