Sestri. Omaggio ad Antonia Campi: mostra nella Torre dei Doganieri

Dal Comune di Sestri Levante riceviamo e pubblichiamo

“Dialoghi tra l’Uomo e la Terra _ Omaggio ad Antonia Campi”: questo il titolo della mostra ospitata nella Torre dei Doganieri di Sestri Levante dal 31 luglio al 1 settembre. Artisti: Antonia Campi, Alfredo Gioventù e Daniela Mangini, Antonella Ravagli, Elisabetta Bovina e Carlo Pastore. Curatrice: Anty Pansera. Inaugurazione ed incontro con Antonia Campi ed Anty Pansera il 31 luglio alle ore 18.00 in piazzetta Bellotti e Torre dei Doganieri. Patrocini: Comune di Sestri Levante, Regione Liguria, Associazione DcomeDonna, Museo Luzzati; organizzazione: progetto ArTura _ Territori tra Arte e Natura _ Torre dei Doganieri, Daniela Mangini. In collaborazione con: L’Arte dei Vasai della Nobile Contrada del Nicchio; Officina delle Arti di Siena; Zucchero Amaro, dott. Maurizio Bedina; Andrea Peri per Idraulica Signorini Sestri lLvante.

Dalla nota al catalogo di Valentina Ghio, sindaco di Sestri Levante: “Per me, primo sindaco donna del comune di Sestri Levante, è un bisogno sentire la vicinanza e l’umano affetto di donne come questa importante artista che ha saputo, in tempi quasi temerari, far emergere con forza la visione femminile del mondo attraverso le sue creazioni, attraverso coraggiose scelte industriali, attraverso le sue perentorie richieste di autodeterminazione. Accolgo con gioia ed interesse, a nome della mia città, la presenza ed il lavoro di Antonia Campi nel Tigullio, nella speranza che il suo pensiero e la sua esperienza di vita siano linfa creativa per il nostro territorio ed, in particolare, per le donne di Sestri, chiamate a reinventare, in questo periodo di profonda crisi culturale ed economica, il loro ruolo nel privato, nel lavoro, nella vita politica facendo emergere l’amore ed il rispetto per la vita, la bellezza e la giustizia, vivificando il territorio ed i rapporti con l’attenzione, la creatività ed il coraggio che l’esempio di Antonia Campi trasmette. L’attenzione di Antonia Campi per le forme naturali e la collaborazione con l’Opificio Ceramico di Alfredo Gioventù e Daniela Mangini apportano al progetto Artura _Territori tra Arte e Natura _ Torre dei Doganieri, un contributo di grande valore culturale ed umano e mi auguro che, restituito alla città, possa essere compreso ed apprezzato in tutti i suoi molteplici aspetti.”

La mostra presenta gli esiti delle collaborazioni di Antonia Campi in questi ultimi 3 anni: tre nuove collezioni a “quattro” o “sei” mani realizzate con i ceramisti Alfredo Gioventù e Daniela Mangini a Sestri levante, con Antonella Ravagli e con lo studio Elica di Pastore&Bovina a Faenza grazie ad una intuizione di Anty Pansera.

Le tre collezioni, presentate per la prima volta nel novembre 2011 presso il Midec, Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno in occasione dei 90 anni di Antonia Campi, sono state inserite successivamente in prestigiose mostre sul lavoro della designer: “Geometrie Impossibili” presso la Galleria del Credito Valtellinese a Sondrio ed il Museo Diocesano di Milano, “Dialoghi” presso lo Studio Battaglia in occasione della manifestazione internazionale Argillà 2012 a Faenza, “Antonia Campi, l’estro armonico” a Siena e presso il museo di Montelupo Fiorentino a cura dell’associazione L’Arte dei Vasai della Nobile Contrada del Nicchio.

L’incontro con Antonia Campi ed Anty Pansera: “Passo a Sei” dialogo sul ruolo della donna, ed in particolare di Antonia Campi, nel design e nella produzione ceramica industriale ed artigianale nel ‘900 e presentazione delle nuove collezioni in mostra.

Con la presenza di Carlo Pizzichini per l’Arte dei Vasai della Nobile Contrada del Nicchio, Sergio Noberini curatore del Museo Luzzati, Antonella Ravagli e Alfredo Gioventù.

Antonia Campi. Artista e scultrice per formazione, è approdata al design attraverso la Società Ceramica Italiana di Laveno, dove era entrata come operaia nel 1947 e di cui divenne direttore artistico negli anni sessanta. Nella manifattura all’epoca diretta da Guido Andlovitz, “Neto” Campi era entrata, giovanissima, dopo aver frequentato i corsi dell’Accademia di Brera, dove si è diplomata in scultura con Francesco Messina. Prima donna dirigente in Italia, succeduta nel 1962 a Andlovitz nella direzione della Sci, dal 1971 dirige il Centro Artistico unificato della SCI e della Richard – Ginori e in seguito il Centro Design della Pozzi – Ginori. In questo ruolo assume il compito di seguire l’intera produzione dell’azienda, dai servizi da tè e caffè, vasi, piatti, soprammobili ai sanitari e alla rubinetteria. Nel 2011 è stata insignita del Compasso d’Oro alla carriera per il progetto di utensili ancora oggi esposti al MoMa di New York. Con lei, anche il bagno diventa uno spazio da vivere e non solo da utilizzare. Ecco i sanitari che sembrano creature dei boschi, che vivono di colori e forme nuove, che abbandonano quell’asettico e alla fine noioso rigore che li imbalsamava da sempre. Poi l’attenzione ai colori, con le celebri creazioni in bianco e blu dove i due toni divengono fantasmagoria di geometrie. Un’inesauribile forza creativa e la necessità di soddisfare anche le esigenze produttive e le richieste commerciali dell’azienda, istanze cui la designer è sempre stata molto sensibile e che spiegano come alcune forme modernissime, proposte con smalti e accostamenti accesi e insoliti, siano anche presentate con decori di aspetto più convenzionale e “rassicurante”, più facilmente accettabile da un pubblico borghese di gusto tradizionale. A novant’anni, Neto continua a sfornare opere bellissime, di giorno in giorno sempre più personali, ad indicare una creatività sempre più libera, ariosa, felice. Non più legata alla produzione di oggetti d’uso, progettazione che l’ha coinvolta lungo tutta la carriera professionale, oggi l’artista è libera da ogni vincolo e necessità.

Anty Pansera, critico e storico del design, presidente dell’Isia di Faenza; nel cda della Fondazione Museo del design della Triennale di Milano, appassionata ricercatrice del lavoro artistico e artigianale delle donne, cofondatrice e presidente dell’Associazione Dcomedesign www.antypansera.it , www.dcomedesign.org.

Scrive Anty Pansera sulla collaborazione con L’Opificio Ceramico Alfredo Gioventù: Antonia ha soggiornato a Sestri Levante frequentando il loro Atelier ceramico, dove la coppia di artisti realizza da tempo, con i sassi ceramici, opere dedicate al mare ed alla natura. Dice Alfredo Gioventù: “Proprio la condivisa attenzione per gli archetipi estetici naturali è stato l’humus che ha fatto nascere l’amicizia e la collaborazione artistica che proverò ora a descrivere in prima persona. Per uno come me, che ha messo al centro delle sue riflessioni sull’estetica il rapporto tra natura e cultura, poter constatare come un percorso, a suo tempo iniziato da Antonia, trovi subito coincidenze tra passato, presente e futuro, rispettivamente interpretati dalle nostre tre generazioni (non dimentichiamo il ruolo determinante nella collezione di Daniela) è sicuramente una gran bella soddisfazione. Antonia è una di quelle rare persone che sentono il peso della responsabilità umana, civile e sociale, del dono che hanno ricevuto; la sua infallibile capacità nel penetrare i segreti della forma la porta, incessantemente, a cercare e trovare soluzioni. Che si tratti di un piccolo problema di decoro o della risoluzione di equilibri plastici di un monumento, per lei sembra non fare la differenza, poiché, il suo vero piacere, è poter dare una risposta.. Poter avere la sua compagnia mentre si lavora è veramente un privilegio ed un piacere, la sua intelligente ironia riesce sempre a spiazzare i luoghi comuni, uno tra tutti quello che esistano veri confini tra arte, design ed artigianato e limiti al “dialogo” tra chi opera nelle rispettive discipline. La disponibilità ad ascoltare, a prendere in considerazione le altrui esperienze, diventa così la vera risorsa per poter migliorare. In questo clima è nata la collezione “Genesi”, in cui un antico progetto di Antonia ha ritrovato vitalità grazie alle nostre ricerche e sperimentazioni artistiche sui materiali ceramici:”

“Storica” la sensibilità della Campi per le forme naturali e “naturale” dunque, l’incontro con la “rotondità” dei sassi modellati da Alfredo, sapientemente sottolineati dagli interventi grafici di Daniela, che citano i fori dei centrotavola… Ma, questa volta, la designer ha potuto disporre di forme autenticamente create dalla natura, sui piani plastici delle quali i suoi “tagli” hanno acquistato un vigore inaspettato, così come l’idea di mantenere scabro un materiale che nel suo passato è stato lucido e colorato e che ha permesso di concentrare l’attenzione sulla novità: dentro a questi sassi cavi nasce un nuovo sasso che dà il titolo alla collezione”.

Campi torna a Faenza ed intreccia nuovi rapporti: innanzitutto per la realizzazione del Tapun un presse-papier in porcellana di Limoges, affidato alle sapienti “cure” di Elisabetta Bovina. A seguire, una collaborazione che ha visto la Campi disegnare Le Cretine, delle quali ha modellato i prototipi. Tazzine con piattino che fungono anche da portauovo, in raffinata porcellana australiana, caratterizzate per la decorazione di Elica: articolate e grafiche soluzioni all’insegna del colore e del divertissement.

Sempre nella città manfreda, è nato il sodalizio con la faentina Antonella Ravagli: “Antò” – l’inizio dei loro due nomi propri – la sigla a firma dei loro pezzi a quattro mani. Prestigioso il loro primo lavoro, un pannello di ben tre metri per cinque progettato su invito della Presidenza del Consiglio in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Realizzato utilizzando le tecnologie innovative sperimentate da tempo dalla Ravagli, è stato selezionato poi per essere inserito nel romano Palazzo di Montecitorio. Una serie di “isole galleggianti” sovrapposte – una precisa scelta iconografica -, sottolineano non solo la stratificazione temporale della costruzione/costituzione, nel tempo, della nostra Nazione, ma tendono anche a far riflettere sull’attualità di una “società liquida”, senza confini rigidi, come Zygmunt Bauman ha ampiamente teorizzato: nel mondo globalizzato i limiti territoriali diventano sempre più labili e l’identità di uno stato si apre alle contaminazioni di popoli, di culture, di abitudini, di religioni, di costumi diversi.

Numerosi poi altri pezzi, unici o di piccolissima serie, stanno “venendo alla luce” nel laboratorio al Mulino dell’Isola a Faenza. Il repertorio è vario, dagli svettanti “totem” appositamente pensati per la retrospettiva (a Palazzo Sertoli di Sondrio) che la città natale di Campi dedicherà il prossimo ottobre alla concittadina (già lo scorso anno insignita del prestigioso premio Compasso d’Oro alla carriera) ai “libri”, sorta di multipli espressamente ideati da Campi per raccogliere le lettere intagliate di Ravagli; dai medaglioni pezzi unici proposti in diverse altezze e assemblati dalla designer come si trattasse di uno spartito musicale ai quadri di piccole dimensioni che sposano le cornici della ceramista faentina ai collage tessili o materici di Neto. Il laboratorio del Mulino, infatti, si contraddistingue per la presenza sempre più attiva della Campi che non solo è un supporto irrefrenabile di idee e di esperienza, ma è anche parte attiva nella realizzazione delle opere come dimostrano le numerose foto che documentano questa fruttuosa collaborazione.

 

 

 

 

 

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