Aveto: se l’albero natalizio diventa…Ecologico

Dal Centro di Educazione Ambientale del Parco dell’Aveto riceviamo e pubblichiamo

Durante le feste natalizie le piazze principali dei nostri paesi e delle nostre città si abbelliscono secondo tradizione, grazie alla presenza di alberi decorati con addobbi e luci colorate; troppo spesso però queste piante arrivano da foreste molto “lontane”, con dispendio di risorse e trascurando di valorizzare le bellezze naturali “di casa nostra”. In controtendenza con queste azioni, poco sostenibili, il Parco dell’Aveto e il Comune di Genova, già da anni hanno attivato una collaborazione che, oltre che di gestione naturalistica dei boschi, è anche un esempio di mobilità sostenibile e di “filiera corta”, a Km Zero, per cui il Comune di Genova utilizza un albero di Natale ecologico proveniente dalle foreste del Parco dell’Aveto.

Anche quest’anno, nonostante la pandemia, si è voluto proseguire nella tradizione, e lo splendido abete rosso di oltre 17 m donato al Comune di Genova dal Parco dell’Aveto, da addobbare come albero di Natale per la città, fa già bella mostra di sé, in tutta la sua altezza, nella centralissima piazza De Ferrari. Come da tradizione ormai consolidata, alla pianta di De Ferrari se ne è aggiunta un’altra, più modesta come dimensioni visti gli spazi più ridotti dove verrà posizionata, destinata alla Prefettura: si tratta di un altro bell’abete, di ca. 3 m.

Insomma, nonostante la drammatica situazione legata alla pandemia in corso, le nostre amministrazioni pubbliche, giustamente, non hanno voluto far mancare questo simbolo di pace e serenità dalle nostre piazze, a significare vicinanza ai cittadini e rispetto delle tradizioni, nella speranza che presto si possa tornare tutti a riunirci, anche fisicamente, sotto l’albero in quello che dovrebbe essere il più bel periodo dell’anno!

Il comprensorio del Parco dell’Aveto è noto da sempre per il patrimonio costituito dai suoi boschi: dalle folte abetine presenti, secondo le ricostruzioni degli archeologi, nell’Età del Bronzo, e utilizzate ancora dai Romani, alle faggete delle Lame e del M. Penna, tutelate e messe a frutto a partire dall’XI secolo dai Malaspina, e successivamente dai Fieschi e dai Doria, per approvvigionare i cantieri navali della Riviera e di Genova stessa, fino a tutto il XVIII secolo. Il nucleo di quei boschi, le Foreste delle Lame, del M. Penna e del M. Zatta, è poi passato al demanio statale a cavallo tra XIX e XX secolo e infine a quello regionale (1976), per essere affidato in gestione al Parco dell’Aveto a partire dal 2005. Da allora il Parco ha attivato una politica di gestione forestale integrata e sostenibile, con l’ambizioso obiettivo di costituire una filiera del bosco, che coniughi tutela ambientale e sviluppo economico locale. I lavori di riqualificazione e rinaturalizzazione delle foreste del Parco prevedono, tra l’altro, tagli selettivi di molte conifere di impianto artificiale, tra cui gli Abeti, per una loro naturale sostituzione con le latifoglie spontanee (Faggi, Aceri).Vista la disponibilità di alcuni begli esemplari tra quelli da sottoporre al taglio, il Parco ha potuto offrire a determinati partners la possibilità di utilizzare durante le festività natalizie un esemplare di questi, il più tipico “Albero di Natale”, per la tradizionale decorazione natalizia di sedi o piazze Si tratta quindi di un’iniziativa pienamente “ecologica”: il taglio degli abeti infatti era previsto proprio in funzione della rinaturalizzazione che il Parco sta perseguendo nelle proprie foreste, e non si è proceduto al sacrificio inutile di una pianta.