‘Italia Viva’ su: ospedale Rapallo, gestione covid, tamponi e “croci”

Da Fiorenza Franco, “Italia Viva” – coordinatrice territoriale provinciale di Genova, riceviamo e pubblichiamo

Le misure di contenimento della pandemia in corso messe in atto dal Governo stanno lentamente dando risultati in molte Regioni.
La Liguria viceversa resta ancora una zona critica: la saturazione delle terapie intensive è oltre il 40% e i posti letto covid-19 a media bassa complessità oltre il 70%.
La sanità permane in uno stato di grande sofferenza. I problemi che O.S.S., Infermieri, Medici e Pubbliche Assistenze si trovano ad affrontare quotidianamente sono numerosi e si riflettono inevitabilmente sulla qualità del servizio sanitario. Italia Viva presente sul territorio del Tigullio vuole porre l’attenzione su alcuni problemi al fine di proporre soluzioni.

Ospedale di Rapallo: vorremmo approfondire nel merito (costi e benefici) la decisione di Alisa Liguria di affittare un piano ai privati, poiché, in un ospedale volutamente sottoutilizzato, occorre anzitutto salvaguardare le prerogative del servizio sanitario pubblico e pianificare le attività dei diversi poli ospedalieri. Vogliamo capire in modo chiaro che cosa ne conseguirà dalla gestione privata, sia dal punto di vista economico, sia per la tutela dei Cittadini.

Gestione pazienti covid-19: i pazienti dimessi, dagli ospedali dell’Asl4 ancora positivi sono trasferiti lontano dalle loro abitazioni, spesso a Genova poiché nel Tigullio non ci sono strutture destinate alla loro accoglienza per cure a bassa intensità. Chiediamo di utilizzare per questo scopo una parte del piano vuoto dell’ospedale di Rapallo o l’ospedale di Santa Margherita Ligure, oppure l’ex caserma di Caperana, mettendo queste strutture, a differenza della primavera scorsa, in condizione di lavorare con l’assunzione di personale adeguato.

Tamponi: dalla prima ondata dello scorso marzo abbiamo imparato come il fattore tempo sia fondamentale per contenere la pandemia. Com’è noto, tuttavia l’Asl4 non è ancora in grado di essere autonoma per processare i tamponi e la dipendenza dall’Asl3 e 5 produce ritardi. Quando il medico di base chiede un tampone per una persona sospetta di covid-19, per avere il
risultato occorre attendere che il tampone sia inviato a Genova o Spezia, sia processato e il risultato rinviato al medico richiedente, con evidente aumento dei tempi di attesa sulla refertazione.
Sarebbe inoltre indispensabile, per contenere realmente la diffusione del virus, poter fare tamponi su larga scala allo scopo di verificare il dato più pericoloso, vale a dire quante persone asintomatiche vi sono che possono trasmetterlo in modo esponenziale e che non possono essere individuate altrimenti.

Pubbliche assistenze: è assolutamente necessario fornire gratuitamente  la maggior parte dei DPI, tute, guanti e mascherine alle Pubbliche Assistenze dei nostri territori. Sugli equipaggi grava spesso il primo soccorso verso i malati di Covid-19 e il rischio di contagiarsi anche con asintomatici e non possiamo caricare completamente questi Enti della spesa onerosa di tali dispositivi. Chiediamo ad Alisa di trovare risorse per questi Preziosi Volontari che ogni giorno si adoperano per la Cittadinanza.

Chiediamo al Presidente Toti, impegnato a gestire la complessa macchina regionale, di nominare un assessore alla Sanità e che sia espressione diversa dell’area precedente. La Liguria ha bisogno di una figura di riferimento che si occupi a tempo pieno di questo importante assessorato.

I Coordinatori dei Comitati Civici Italia Viva di Chiavari, Rapallo/Santa Margherita Ligure, Sestri Levante: Fiorenza Franco, Giorgio Gianello, Luca Fava, Lorenza Traverso, Mattia Villani