Lettere/ “Entella, diga Perfigli ai nastri di partenza”

Da Federico Cardelli riceviamo e pubblichiamo

Le notifiche del decreto d’esproprio sono arrivate.
I proprietari dei terreni sul primo lotto hanno meno di due mesi per impugnarle; che lo facciano è tutt’altro che scontato, visti l’esito del precedente ricorso e la rassegnazione che serpeggia.
Rassegnazione alimentata dal silenzio complice della politica, che anche nelle ultime settimane, come abbiamo visto, s’è fatta viva solo per prenderli in giro.
Nessun interesse nemmeno da sindacati e associazioni di categoria: la Confindustria è lasciata completamente sola nel promuovere l’alternativa di uno scolmatore, più sicuro, meno costoso e meno impattante di sei chilometri di muri in cemento armato.
Sarà che con lo scolmatore i terreni degli amici non diventerebbero edificabili?…
Poco male se a finire i muraglioni a Chiavari, Lavagna, San Salvatore e Carasco ci vorranno dieci, venti o trent’anni, nei quali le attività in zona rossa rimarranno ingessate, e molto probabilmente si rivedranno gli stessi danni del 2014: mica hanno fretta loro!
Possibile che sindacati e associazioni non abbiano niente da dire?
E i sindaci di Chiavari e Lavagna, con le loro promesse rese anche per iscritto, che fine han fatto?